Nessun colpevole per l’attentato all’ex presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci. Lo scrive la Gazzetta del Sud. Il gip di Messina, Eugenio Fiorentino, ha archiviato l’inchiesta sull’agguato ad Antoci che nel maggio 2016 rimase vittima di un agguato: i criminali bloccarono l’auto blindata di Antoci mettendo pietroni sulla strada che da Cesarò porta a San Fratello e spararono alcuni colpi di arma da fuoco colpendo la vettura. Dietro l’auto di Antoci vi era un’altra vettura con a bordo il dirigente del commissariato di Sant’Agata di Militello Daniele Manganaro che sparò alcuni colpi di pistola mettendo in fuga i banditi.

Nel provvedimento della Dda di Messina, firmato dai sostituti Angelo Cavallo, Vito Di Giorgio e Fabrizio Monaco, e controfirmato dal capo della Procura Maurizio De Lucia, che raccoglie tutti gli elementi, si legge che le indagini “non hanno consentito di risalire all’identificazione degli autori di tale grave fatto”. La decisione del gip non impedisce la riapertura del caso, se dovessero emergere nuovi elementi.

Nel decreto viene evidenziato inoltre che la “… capillare attività investigativa posta in essere dall’Ufficio di Procura non consente di fare luce sul movente e sui responsabili dell’attentato in oggetto”. E ciò nonostante in questi due anni non si siano risparmiati sforzi in una diffusa attività d’intercettazione, tanto telefonica che ambientale, siano stati effettuati gli accertamenti genetici sulle sigarette rinvenute sul luogo dell’agguato, e soprattutto siano stati passati al setaccio i tabulati del traffico registrato dagli impianti radioelettrici tra i Comuni di San Fratello, Cesarò e San Teodoro, nell’arco temporale compreso tra le 20 del 17 maggio 2016 e le 3 del 18 maggio 2016.

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La Dda iscrisse nel registro degli indagati 14 persone con l’accusa di tentato omicidio aggravato ma nonostante tutti, chi volontariamente chi con un provvedimento del gip, si sottoposero al prelievo del Dna per confrontarlo con quello trovato sulle sigarette abbandonato sul luogo dell’agguato. Si tratta di Sebastiano Foti Belligambi, Giuseppe Conti Taguali, Sebastiano Musarra Pizzo, Salvatore Armeli Iapichino detto “Zecchinetta”, Sebastiano Destro Pastizzaro, Daniele Destro Pastizzaro, Carmelo Fabio, Giuseppe Calà Campana, Nicola Antonio Karra, Antonino Foti detto “Biscotto”, Andrea Cerro, Giuseppe Foti Belligambi, Litterio Cerro e Carmelo Triscari Giacucco. Per tutti l’esame ha dato esito negativo e i magistrati della Dda hanno chiesto l’archiviazione.