venerdì - 02 dicembre 2016
 
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Calcio dilettanti, la Lega: “Sicilia eccezione positiva”

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Nonostante la crisi e i ripetuti atti di violenza all’interno del rettangolo di gioco, il calcio dilettantistico siciliano tiene botta. In una regione dove tutti (o quasi) i dati economici sono negativi (è arrivata anche la conferma di Bankitalia) l’Isola può comunque vantare un parterre di circa 1000 società. “Il merito è di tanti dirigenti che investono di tasca propria, per questo il calcio dilettantistico siciliano riesce a reggere”, dice il presidente della Lnd siciliana, Santino Lo Presti, nel corso di un forum organizzato nella sede dell’Agenzia Italpress.

Per andare avanti, però, occorre una mano da parte delle istituzioni. Non a caso, Lo Presti lancia un appello a Leoluca Orlando, presidente di AnciSicilia, a cui chiede un incontro per affrontare il tema della gestione (e dei costi) dei campi sportivi. “Mi propongo di incontrare presto l’Anci per far capire che una società dilettantistica non può pagare anche il campo sportivo, con tariffe spesso particolarmente esose. Se una società deve anche pagarsi il campo non può andare avanti”, denuncia Lo Presti sottolineando che “abbiamo 50 strutture sportive, di cui 35 campi di calcio, che gravano sul Fondo sociale europeo che non sono ancora state sbloccate. Stiamo lavorando con il Coni per sbloccare questi finanziamenti”.

 

Al Coni Sicilia, con l’arrivo di Sergio D’Antoni, la musica è cambiata: “Quando il presidente è arrivato dalla Regione lo sport non riceveva soldi, adesso abbiamo circa 1 milione e 800 mila euro. E’ poca cosa, ma – continua – rispetto a due anni fa c’è un minimo di ascolto. Mi auguro si capisca che lo sport non può essere messo da parte, bisogna aiutare i presidenti”.

Ma c’è da fronteggiare un’altra emergenza. La Sicilia detiene infatti il triste primato di atti di violenza all’interno dei campi di calcio dilettantistici: ben 143 le aggressioni certificate nella stagione 2013/14 (erano 100 l’anno precedente), praticamente il doppio della Calabria, seconda in questa graduatoria. “E’ un vero problema e non riguarda i tifosi o le invasioni di campo, ma liti tra giocatori tra loro, dirigenti, giocatori contro l’arbitro – commenta Lo Presti -. Non siamo abituati alla sconfitta e se non vinciamo c’è un problema, ma gli eventuali errori societari o dei giocatori non vengono mai messi in discussione. Secondo i presidenti la sconfitta è praticamente sempre dovuta all’arbitro”.

Quindi annuncia l’intenzione di far sedere attorno a un tavolo Federazione, società, calciatori e arbitri per trovare un rimedio. Nel settore giovanile, invece, sono i genitori i veri violenti: “E’ gravissimo, trasmettono un messaggio negativo ai loro figli: i genitori sappiano che i propri figli non diventeranno tutti Del Piero…”.

Possibile coinvolgere le scuole? “Perché no? Potremmo utilizzare testimonial d’eccezione del giornalismo e dello sport come Italo Cucci, Franco Zuccalà, Ignazio Arcoleo, Totò Schillaci. Bisogna capire che il gioco del calcio è potente, il calcio è in grado di abbattere barriere culturali e sociali. Il calcio può resistere a tutto”. Lo Presti respinge le lamentele di alcuni dirigenti che denunciano gli alti costi di gestione di una società dilettantistica (“Abbiamo ridotto tutto al minimo”, assicura) e ammette che il momento di turbolenza a livello nazionale, dopo le dimissioni del presidente Felice Belloli, “causa un’instabilità che si ripercuote sui territori periferici. E’ un momento veramente particolare e io sono preoccupato, perché le instabilità possono sempre degenerare”.

E annuncia la possibilità, a breve-medio termine, di organizzare in Sicilia il Torneo delle Regioni, che quest’anno si è svolto in Lombardia e l’anno prossimo avrà sede in Calabria. “La Lnd a livello nazionale investe mediamente un milione di euro, se la Regione non prevede un contributo di 300-400 mila euro non si può fare – avverte -. Al momento non lo abbiamo proposto ma presto potremmo farlo. Incontrerò il presidente Crocetta per avere la sua disponibilità, sarebbe una cosa importante”.

(ITALPRESS).

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