“Abbiamo fissato come obiettivo lo sviluppo agricolo e turistico in piena sinergia con gli altri Comuni dei Nebrodi puntando non su un turismo “mordi e fuggi” ma più stabile. Abbiamo dei prodotti enogastronomici che non vorremmo disperdere e che vanno valorizzati”.

Il sindaco di Floresta, Antonino Cappadona (nella foto a destra), ha le idee chiare su come dare slancio economico al suo piccolo paese di circa 500 abitanti, che sorge a 1275 metri sul livello del mare ed è il comune più alto della Sicilia. Floresta è un centro di natura agricola che deve la sua fama ad un caratteristico prodotto caseario, la “Provola dei Nebrodi DOP”.  Abbiamo intervistato il primo cittadino a margine della presentazione, svoltasi questa mattina a Palermo, della manifestazione “Ottobrando 2018”, organizzata dalla sua amministrazione, che si svolgerà nei quattro weekend del mese di ottobre.

Quant’è importante la manifestazione “Ottobrando” per Floresta?

“Con la kermesse in programma ad ottobre abbiamo fissato quale primario obiettivo strategico lo sviluppo e l’innovazione delle filiere e dei sistemi produttivi locali, interpretandolo, oltre che nello sviluppo delle componenti settoriali, sul versante del miglioramento della capacità delle imprese di operare in forma integrata e sinergica mediante la creazione di rapporti di cooperazione verticali ed orizzontali con il più generale obiettivo di perseguire un modello di valorizzazione dei Nebrodi che sia basato sia sulla capacità di competere dei propri sistemi produttivi, che sulla forza di attrarre delle risorse immateriali disponibili”.

Come amministrazione comunale quali obiettivi vi siete posti?

“La mia amministrazione parte dall’assunto che il potenziamento del tessuto imprenditoriale locale, parlo dell’agricoltura e della trasformazione alimentare, il piccolo artigianato, i servizi turistici ed ambientali, sono un elemento imprescindibile per la vitalità del territorio rurale in generale ed in particolare per il rafforzamento dei livelli occupazionali del comune di Floresta e di tutti i comuni dell’area dei Nebrodi e, quindi, una garanzia della tenuta sociale, oltre che economica ed ambientale del territorio, soprattutto nel medio-lungo periodo. Allo stesso tempo si è ritenuto che, l’intensità delle ricadute economiche e sociali sarà tanto maggiore quanto più le imprese di settori diversi saranno in grado non solo di sviluppare legami di filiera ma, soprattutto, di trovare un momento di comunione d’interessi nell’adesione a progetti collettivi, anche con la partecipazione di istituzioni pubbliche e dei relativi patrimoni immobiliari, in una logica di valorizzazione congiunta delle rispettive produzioni più caratteristiche”.

Quali caratteristiche offre il vostro territorio?

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“Il territorio è caratterizzato da una presenza significativa di aziende agricole e zootecniche che, nonostante tale peso di primo piano, negli ultimi anni hanno registrato un’evoluzione negativa. Queste dinamiche sono state determinate dalla pressione competitiva che negli ultimi anni sta sempre più caratterizzando il settore primario, che, nonostante tutto, resta una delle principali attività esercitabili nelle aree rurali dei Nebrodi. In particolare, l’insufficiente valorizzazione economica delle produzioni è la principale causa di abbandono delle attività agricole e della relativa perdita del presidio territoriale, con conseguenze negative anche sotto il profilo dell’impatto ambientale e sociale”.

I prodotti enogastronomici del vostro territorio sono una risorsa importante…

“Assolutamente sì e con Ottobrando vogliamo appunto contribuire allo sviluppo delle imprese e dei sistemi produttivi locali, specie nelle aree più marginali del territorio. La manifestazione infatti rappresenta un apporto importante che potrà contribuire a promuovere e sostenere la crescità di imprese extra agricole, al fine di sostenere la diversificazione dell’economia locale e la creazione di posti di lavoro. Ottobrando mira a far si che, specie nell’area del comune di Floresta e degli altri centri montani, in cui lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione e la crescita del tasso di disoccupazione sono stati più intensi, si possa lavorare per arginare fenomeni di degrado socioeconomico ed ambientale e far si che i nostri territori più marginali possano contare sul mantenimento di un tessuto sociale attivo”.

Come nasce questa manifestazione giunta alla sua 14° edizione?

“Nasce e si sviluppa in un territorio costituito da aree montane, da borghi, risorse ambientali, storiche, paesaggistiche e produttive, soprattutto agroalimentari, di particolare interesse per lo sviluppo del turismo sostenibile. Siamo pienamente consapevoli che, fra le opportunità chiave per lo sviluppo delle aree rurali, risulta assumere una grande importanza, oltre a quella agricola, alimentare e artigianale, l’attività turistica, tramite la quale il territorio rurale e montano può sperimentare e valorizzare forme di integrazione multisettoriale dei percorsi di sviluppo e rappresentare una valida alternativa (o integrazione) alle strutture alberghiere tradizionali, che tendono a caratterizzare in misura maggiore le aree di costa”.

Ecco si parla tanto di turismo ma lei punta molto sul turismo sostenibile. Ci spiega meglio? 

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“Da una logica di complementarietà tra obiettivi strategici ed operativi, nasce la convinzione della mia amministrazione che lo sviluppo complessivo del territorio, pur rimanendo imperniato sul sostegno alle filiere produttive che hanno il loro fulcro nelle attività agricole, alimentari ed artigianali esistenti, trovi, in molti casi, una altrettanto efficace valorizzazione nel turismo locale e nei servizi ad esso connessi, un ulteriore elemento di caratterizzazione. Infatti, basando parte della propria visione strategica sulla promozione del turismo sostenibile, la manifestazione Ottobrando potrà mettere a sistema e valorizzare in forma congiunta, oltre ai valori produttivi agroalimentari e artigianali, il variegato patrimonio territoriale, architettonico, ambientale, culturale, paesaggistico, storico e religioso solo per citare le dimensioni più note. Per far ciò abbiamo immaginato che la manifestazione possa fungere da volano per un turismo che possa basarsi su un tessuto diffuso di operatori in grado di contribuire alla scoperta dei diversi valori che compongono il territorio del comune di Floresta e dei Nebrodi, più in generale, e, quindi, agire in un contesto comune anche se afferenti a settori diversi. Lo sviluppo del settore turistico va inquadrato all’interno di un processo di integrazione fra le imprese agricole, zootecniche, agroalimentari, le imprese dei servizi turistici, commerciali, di ristorazione ed artigianali e della sana alimentazione, con l’obiettivo di mettere il territorio di Floresta e dei Nebrodi sullo stesso piano degli altri poli di attrazione turistica regionali e nazionali, prevedendo delle opportunità di turismo che colleghino la riviera con il territorio collinare e montano”.

Lei ha parlato di fare rete, di fare sinergia con gli altri Comuni dei Nebrodi…

“La manifestazione Ottobrando connette le varie risorse locali, al fine di basare il marketing territoriale su nodi ambientali, enogastronomici, culturali, religiosi, storici, architettonici di un’unica rete che abbia al suo interno la dimensione ambientale, ecologica, culturale, enogastronomica. Questa impostazione ha come condizione di base la definizione di reti tematiche orientate in un primo momento alla messa a sistema di risorse omogenee e successivamente alla creazione di reti più ampie a livello locale che tendano a connettere ed integrare le varie risorse locali . Tale percorso rappresenta una innovazione di metodo e operativa nell’ambito del territorio e potrebbe condurre a risultati positivi in grado di valorizzare esperienze quali Ottobrando, con la missione di dare nuovo slancio alle attività di valorizzazione turistica a livello locale. La valorizzazione turistica dell’area secondo un’immagine unitaria potrà generare effetti positivi sulle filiere produttive, in particolare per quelle legate ai prodotti agroalimentari più tipici, che potranno beneficiare della valorizzazione dei luoghi di produzione”.