Tre persone di Castel di Lucio sono state deferite in stato di libertà, dai Carabinieri della Stazione del piccolo centro dell’entroterra tirrenico, alla procura della Repubblica del tribunale di Patti. L’accusa a loro carico: “incendio colposo in concorso”.

Sulla base delle indagini effettuate dai Carabinieri, coordinati dal maresciallo capo Matteo De Paola, e sulla scorta dei rilievi eseguiti dagli agenti del Corpo Forestale del distaccamento di Mistretta, è stato possibile accertare che l’incendio, che domenica 7 luglio ha interessato una vasta area nel territorio di Castel di Lucio, tenendo con il fiato sospeso diversi allevatori proprietari di altrettanti aziende agricole e zootecniche della zona, ha avuto origine in corrispondenza di un punto ben preciso in località Olmo dove gli indagati erano alle prese con lavori di scerbatura, su un fondo privato, con l’ausilio di macchinari che, secondo quanto dichiarato dagli stessi, avrebbero provocato le scintille che hanno causato l’innesco delle fiamme nella vegetazione secca.

Le condizioni climatiche della giornata, caratterizzata da un caldo afoso e da un leggero alito di scirocco, hanno favorito l’accendo ed in pochissimi secondi la combustione si è propagata alle aree limitrofe trasformandosi in un incendio incontrollabile. Ettari di pascoli e seminativi, aree boscate ed uliveti finiscono in fumo prima che l’incendio, nel tardo pomeriggio, viene definitivamente domato, soprattutto grazie all’intervento di un Canadair e di un elicottero del Corpo Forestale.

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