A Galati Mamertino si vieta ai media l’ingresso nella sala consiliare per partecipare ad un incontro pubblico. E’ durissima l’accusa del Gruppo consiglieri decaduti Comune di Galati Mamertino “ViviAmo Galati” rivolta all’amministrazione, guidata dal sindaco Nino Baglio.

Calogero Barone, Davide Di Nardo, Giuseppe Drago, Federico Miceli e Antonella Truglio avevano chiesto di organizzare un incontro pubblico, in diretta streaming, nell’aula consiliare, con lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza rispetto a tematiche che riguardano il Comune nebroideo. La data dell’incontro era stata fissata per domenica 3 febbraio ma il primo cittadino, con una lettera, ha autorizzato l’utilizzo della sala consiliare vietando però che siano effettuate riprese fotografiche, televisive, registrazioni audiovisive e dirette internet.

“L’Amministrazione vieta la diffusione di informazioni che riguardano la comunità – scrivono i consiglieri in una nota – vuole che discussioni siano pubbliche il meno possibile e rimangano confinate nel chiuso di un’aula. Ci chiediamo se il divieto di ripresa possa riguardare l’aula, ma l’aula consiliare non risulta protetta da vincoli storico – artistici. Il divieto di diffusione di immagini potrebbe riguardare i partecipanti, ma l’incontro è rivolto ad adulti consapevoli. Il sospetto è che il sindaco abbia introdotto questo divieto perché non vuole informazione. L’Amministrazione non vuole cittadini consapevoli che conoscono e dibattono. L’Amministrazione non vuole la democrazia. Del resto come abbiamo detto più volte, un’amministrazione formata soltanto da tre o quattro persone è un’amministrazione che non rappresenta la collettività, ma rappresenta se stessa. C’è da chiedersi se nel frattempo il sindaco vorrebbe vietare di raccontare nella piazza ciò che avviene nel palazzo comunale. È evidente che non possiamo sottostare a queste limitazioni da medioevo, per cui nonostante la disponibilità di quanti vorrebbero e potrebbero mettere a disposizioni propri locali, i sottoscritti non possono accettare e subire supinamente questo abuso, per cui comunicano di rinviare l’incontro alla domenica successiva 10 febbraio, nell’attesa che l’amministrazione chiarisca in base a quale legge, circolare o regolamento interno possa vietare l’utilizzo di riprese fotografiche, televisive, registrazioni audio – visive , dirette internet e qualsiasi altro mezzo disponibile a diffondere informazione e consapevolezza”.

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