E’ stato dichiarato incompatibile dal Tribunale ma si è ricandidato riproponendo la stessa squadra (a parte una sola eccezione) con l’obiettivo di tornare a fare il sindaco. E’ la singolare storia che arriva da Longi, piccolo comune della provincia di Messina, sui Nebrodi, dove Antonino Fabio, da tutti conosciuto come Nino che era stato eletto nel 2017 si è ricandidato alla carica di primo cittadino: le elezioni si terranno il 28 aprile, in anticipo per intervenuta sentenza di decadenza dello stesso Fabio per incompatibilità.

Così le elezioni amministrative di Longi rischiano di diventare un vero e proprio caso nazionale per le falle nella normativa. A dirla tutta, infatti, l’incompatibilità di Fabio è stata certificata per via, diciamo così, giudiziaria sulla base del ricorso presentato dal suo avversario Nino Miceli (battuto nella precedente tornata amministrativa e nuovamente candidato alla carica di sindaco in questa tornata) e da un cittadino.  Ma quella sentenza non è stata presa in considerazione in fase di accettazione delle liste e delle candidature.  Per arrivare alla sentenza sono trascorsi due anni dal ricorso pertanto Fabio, se venisse eletto, potrebbe contare (è un’ipotesi su cui in paese si ragiona) su altri due anni di amministrazione. Pergli oppositori, in verità, il paese piomberebbe in una lunga fase di incertezza con grave danno per il piccolo centro montano  per la possibile assenza di una programmazione di lungo periodo.

Due parole vanno spese sulle cause di incompatibilità di Fabio. Lo spiega bene la sentenza della Prima sezione civile della  Corte d’Appello di Messina (presidente Elvira Patania) che ha dato ragione ai giudici del Tribunale di Patti che si erano pronunciati in primo grado:  Nino Fabio è incompatibile con la carica di sindaco per essere fratello di Luigi Fabio “presidente del Consiglio d’amministrazione della Banca di Credito cooperativo della Valle del Fitalia di Longi alla quale era stato affidato a seguito di gara pubblica il servizio di tesoreria comunale per il quinquennio 2015-2019”. Il servizio di tesoreria che va a scadenza dunque e su questo potrebbe puntare Fabio anche se le cause di incompatibilità valgono se sussistenti al momento della presentazione della candidatura: non importa dunque che in una fase successiva vengano a mancare.

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E c’è poi chi fa notare che la lista (identica alla precedente competizione elettorale con una sola eccezione) è praticamente formata da soggetti legati direttamente o indirettamente alla Banca: c’è chi è dipendente e chi invece è parente di dipendenti di un istituto che ha, come è facile capire, un ruolo economico e sociale molto forte in un piccolo centro.  Insomma, oltre alle ragioni di incompatibilità vengono sempre più spesso sollevarti problemi di conflitto di interessi (del resto lo fanno anche i giudici anche se implicitamente).