“Si devono vergognare”. Sono queste le parole pronunciate da Calogero Lazzara, un ragazzo di Longi affetto da gravi problemi di mobilità, davanti alle telecamere del collega giornalista che lo ha raggiunto fino a casa propria per documentare il disagio che materialmente vive il giovane studente dell’Istituto Tomasi di Lampedusa di Sant’Agata Militello, e la sua famiglia, generato dalla Città Metropolitana di Messina la quale non è riuscita a pianificare il trasporto dei venticinque allievi disabili dei Nebrodi che frequentano le scuole superiori.

La scuola è iniziata da oltre un mese, ma Calogero è costretto a rimanere a casa. Il padre, Nino, preso dagli impegni lavorativi, non può accompagnare il figlio a scuola e i 32 centesimi a chilometro che la Città Metropolitana di Messina promette di rimborsare, non bastano per, eventualmente, delegare ad un servizio privato l’accompagnamento. Un grosso problema che, a livello sociale, oltre alla famiglia Lazzara, investe molte altre famiglie ricadenti nel territorio nebroideo: 25 in tutto. Venticinque nuclei familiari abbandonati a loro stessi e costrette a farsi carico di dinamiche quotidiane ingestibili. Un tavolo tecnico è stato organizzato oggi in Prefettura, per cercare di far fronte alla vergognosa problematica, al quale, oltre al prefetto di Messina, Maria Carmela Librizzi, parteciperanno il sindaco della Città Metropolitana Cateno De Luca e i primi cittadini dei Comuni nebroidei interessati.

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