Dovranno organizzarsi da sole le famiglie dei venticinque studenti disabili dei Nebrodi che frequentano le scuole superiori, ai quali è stato “negato” il trasporto scolastico. Lo ha deciso la Città Metropolitana di Messina la quale assicura di farsi carico delle spese provvedendo, successivamente, a rimborsare i genitori dei ragazzi.

Una situazione di cui c’eravamo occupati qualche mese a dietro informando i nostri lettori sugli esiti delle gare di appalto che ditte disertavano generando un grosso problema a livello sociale per le molte famiglie che avranno un’oggettiva difficoltà a portare i figli a scuola. La gara d’appalto indetta lo scorso agosto dalla Città Metropolitana di Messina, che avrebbe dovuto garantire l’Assistenza Igienica e il Trasporto degli alunni disabili negli istituti di secondo grado, era andata deserta nella zona 1. La zona che interessa l’area dei Nebrodi. Mentre per la zona 2 e 3 (Milazzo Barcellona) una cooperativa si è mostrata interessata aggiudicandosi il servizio. Nessuna offerta era stata presentata, dunque, per la zona 1 dove dovranno essere le famiglie degli studenti disabili a fare da sole per poi essere rimborsati delle spese dalla Città Metropolitana.

“La mancata assegnazione del servizio trasporto degli studenti disabili negli istituti scolastici superiori ricadenti nella fascia dei Nebrodi, costituisce un precedente molto pericoloso che pone l’amministrazione pubblica, in relazione alla gestione di servizi assegnati tramite bando, in totale balìa dei privati” – commentano il segretario della Fp Cgil Francesco Fucile e la segretaria provinciale Elena De Pasquale su quella che gli stessi definiscono “grave situazione di disagio” che investe le famiglie dei 25 studenti disabili che fino all’anno scorso usufruivano del servizio di trasporto e che quest’anno, invece, si sono visti privati dell’opportunità, trovandosi costretti ad improvvisare soluzioni.

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“Ci troviamo di fronte ad una situazione paradossale – affermano i rappresentanti sindacali – e riteniamo inaccettabile che, ancor di più in considerazione di quanto accaduto già l’anno scorso, l’Ente Metropolitano non si sia attivato per tempo al fine di individuare soluzioni percorribili. Una delle quali riteniamo possa essere, trattandosi di servizio essenziale, l’emanazione di un’ordinanza contingibile ed urgente mediante quale una ditta venga obbligata ad effettuare il servizio. Non può passare sotto silenzio il fatto che ad oggi 25 famiglie siano state abbandonate a loro stesse e costrette a farsi carico di dinamiche quotidiane ingestibile. Nondimeno possono essere dimenticati quei lavoratori che si sono ritrovati senza occupazione. Di fronte a tutto ciò riteniamo necessaria la convocazione di un immediato tavolo prefettizio cui prendano parte tutti gli attori coinvolti, con l’obiettivo di individuare una soluzione alternativa a quella attualmente percorsa”.