lunedì - 24 luglio 2017
 
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Il servizio sanitario riguarda oltre 300 mila abitanti

La Rete ospedaliera non piace, Cisl: “Penalizza la sanità dei Nebrodi”

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“Forti penalizzazioni per la sanità dei Nebrodi dalla nuova rete ospedaliera”. A drilo è la Cisl Medici e la Funzione Pubblica con i segretari generali Gianplacido De Luca e Calogero Emanuele, ed i referenti territoriali Giuseppe Costa, Franco Di Maria, Luigi Presti, Antonio Costa.

Il piano sanitario, presentato dall’assessore Baldo Gucciardi, che ha avuto ieri il via libera dal Ministero della Sanità, proprio non piace. Prima i sindaci schierati contro adesso anche il sindacato.

“Le positività, rispetto alla prima stesura – prosegue la Cisl – riguardano la riconsiderazione dei presidi Ospedalieri Irccs-Piemonte e Taormina, che assieme al Papardo, vengono elevati a DEA di II Livello. Ma la stessa cosa non si può dire per la zona Tirreno Nebroidea dove si registrano forti penalizzazioni che mettono a rischio la salute e la sicurezza del cittadino.

“Prima tra tutti la soppressione del reparto di urologia ed il declassamento dell’Unità di Nefrologia da unità operativa complessa ad unità operativa semplice dell’Ospedale Milazzo-Barcellona, oltre il dimezzamento dei posti letto di pneumologia che compromette seriamente il servizio in favore della vasta utenza di oltre 300 mila abitanti di tutta l’area Tirreno-Nebrodi. Irragionevoli soppressioni che riguardano l’Ospedale di Patti e le forti penalizzazioni che vengono messe in campo per gli Ospedali di Sant’Agata di Militello-Mistretta, ove ancora una volta non vengono recepite le ripetute segnalazioni e soprattutto i dati ufficiali che Azienda, Sindacati e Comitati hanno più volte prodotto.

“C’è bisogno di una riconsiderazione per dare il giusto assetto ai Presidi del territorio Tirreno-Nebrodi che appaiono assai sbilanciati rispetto al territorio dell’Area Metropolitana-Jonica – affermano i sindacalisti – non accetteremo il disegno di un continuo depotenziamento delle strutture sanitarie dell’asse Tusa – Villafranca, in quanto in controtendenza alla logica di una sanità più vicina al territorio. Questo passa da una riorganizzazione ragionata e ponderata costruita con gli attori ed i portatori di interesse delle comunità locali e non certamente disegnata a tavolino”.

“Su questi temi – sottolineano De Luca ed Emanuele – siamo chiamati a sensibilizzare Politici ed Amministrazioni Comunali, per fare leva e sinergia finalizzata a dare il giusto assetto e i necessari servizi sanitari sul territorio che devono tener conto delle specificità e soprattutto delle difficoltà a cui vanno incontro le comunità dell’entroterra messinese che, per via anche di un assetto viario assai precario, rischiano di compromettere ogni possibilità di poter ricevere cure ad assistenza in maniera adeguata. Bisogna farlo prima dell’emanazione dei decreti definitivi di recepimento e della revisione degli atti aziendali e delle dotazioni organiche delle ASP”.

Per Cisl Medici e Cisl Fp vanno sensibilizzati i Sindaci del territorio che, tramite la Conferenza dei Sindaci, sono chiamati a definire gli indirizzi generali di programmazione socio-sanitaria e contribuire alla definizione dei piani programmatici oggetto di valutazione da parte dell’azienda e della Regione.

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