L’edizione zero del Festival di arte contemporanea Tusa “Factus”, che si svolgerà dal 20 al 24 agosto, vuole ‘aprire’ Tusa e il suo territorio a una serie di eventi, laboratori e incontri sui temi dell’arte contemporanea, dell’architettura e della fotografia. Una festa in cui artisti di varie discipline, residenti fissi e stagionali, abitanti dei comuni limitrofi, viaggiatori e turisti diventano protagonisti di una manifestazione che, facendo uso di varie forme artistiche, rivela al pubblico spazi ancora sconosciuti o dimenticati, allo scopo di promuovere il patrimonio culturale e architettonico di Tusa, con l’ambizione di innescare sinergie locali e internazionali.

Factus avrà ufficialmente inizio il 20 agosto alle ore 18:30 presso Largo Vavola, con un intervento collettivo sull’installazione ‘Procession’ dell’artista americana di origini tusane Serena Perrone, cui seguirà un giro lungo il percorso del museo diffuso con letture di Anna Dimaggio. L’iniziativa nasce dall’Associazione Tusa Nero su Bianco e di Michelangelo Calderone, direttore artistico, in collaborazione con Officina Stamperia del Notaio, collettivo zero19, col patrocinio di Regione Siciliana, Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Comune di Tusa, Accademia di Belle Arti di Palermo, Galleria Regionale di Palazzo Abatellis, APPCPA Ordine degli Architetti Provincia di Palermo.

Factus è l’ulteriore dimostrazione della naturale vocazione artistico culturale del territorio di Tusa, ricco di pregevoli testimonianze dell’antichità e propone un museo diffuso che include un percorso artistico tra installazioni realizzate in diversi luoghi di Tusa, un laboratorio di arte contemporanea che offre spazio a sei studenti dell’Accademia di belle Arti di Palermo e dei laboratori per bambini. Una commissione di esperti composta da dal critico d’arte e giornalista Valentina Bruschi, dal curatore e artista Lisa Wade e da Serena Perrone (Officina Stamperia del Notaio e Georgia State University), presieduta da Evelina De Castro (Galleria Regionale di Palazzo Abatellis), selezionerà una tra le sei opere realizzate in situ dagli studenti, che sarà acquisita dal Comune di Tusa. Le installazioni del museo diffuso sono di: Gabriele Abbruzzese, Collettivo zero19, Antonietta Filangeri, Francesco Filangeri, David Kessler, Serena Perrone, Maurizio Ruggiano

Dopo le missioni archeologiche francese e italo inglese, da anni impegnate nelle campagne di scavi sul sito archeologico di Halaesa Arconidea, il Comune ospiterà i ragazzi dell’Accademia delle Belle Arti di Palermo, che si cimenteranno in tale attività.

La proposta del Festival è stata accolta favorevolmente dal Comune di Tusa. “Siamo grati – ha commentato il sindaco Luigi Miceli all’associazione Tusa Nero su bianco e all’Arch. Calderone per la brillante idea e per il proficuo rapporto di sinergia con l’Amministrazione, e non nascondo l’ambizione di fare diventare Tusa un centro di studio, di confronto e di ricerca di rilievo internazionale. Sulle risorse archeologiche, architettoniche, culturali e ambientali può, infatti, innestarsi un processo di sviluppo sostenibile dell’intero comprensorio. Un particolare ringraziamento va al Presidente della  Regione, Nello Musumeci che, nella qualità di Assessore Regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana, ha patrocinato la manifestazione, dimostrando, ancora una volta, attenzione al nostro territorio e particolare sensibilità verso le risorse artistico – culturali, vero punto di forza per lo sviluppo e la crescita della Sicilia”.

Soddisfatto anche il vicesindaco Angelo Tudisca che ha dichiarato: “Disegnare una nuova immagine dei luoghi del nostro centro storico attraverso l’azione artistica e il coinvolgimento della comunità servirà ad avviare un processo di riflessione corale su memoria e tempo di cambiamento attraverso la condivisione di idee, azioni e prospettive che possano ridisegnare e, perché no, dare una nuova immagine ai luoghi della nostra origine. L’obiettivo è quello di far apprezzare sempre più la bellezza del nostro centro storico ed invertire la tendenza che ha portato negli anni ottanta allo svuotamento dello stesso. Ospitare studenti dell’Accademia delle Belle Arti, dopo aver ospitato centinaia di studenti delle Università italiane e straniere impegnati nelle missione archeologiche è motivo di orgoglio per l’Amministrazione e per l’intera comunità”.

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