Alastra, il processo approda in Corte d’Appello


E’ stata fissata per il prossimo 10 ottobre, presso la Corte di Appello di Palermo, sez. 3ᵃ, la prima udienza del processo di secondo grado a carico degli imputati nell’Operazione denominata “Alastra”.

Alla sbarra sette degli 11 soggetti implicati nell’inchiesta scattata il 30 giugno del 2020 che portò al fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, ritenute a vario titolo responsabili di associazione mafiosa, estorsione, trasferimento fraudolento di beni, corruzione, atti persecutori, furto aggravato e danneggiamento. Gioacchino Spinnato, difeso dall’avvocato Salvatore Pirrone; Domenico Farinella, difeso dall’avvocato Valerio Vianello Accorretti; Giuseppe Farinella, difeso dagli avvocati Giorgio Vianello Accorretti e Valentina Clementi; Giuseppe Scialabba, assistito dall’avvocato Giorgio D’Agostino; Francesco Rizzuto, assistito dall’avvocato Vincenzo Giambruno; Antonio Alberti, difeso dall’avvocato Giuseppe Francesco Scillia; Mario Venturella, difeso dai legali Domenica La Blasca e Rosaria Di Gregorio.

All’esito del processo, con rito abbreviato, lo scorso febbraio, il Tribunale di Palermo aveva inflitto 12 anni a Giuseppe Farinella, figlio di Domenico, detto “Mico” e nipote di Peppino Farinella, capo della famiglia di San Mauro Castelverde e un tempo membro della Commissione mafiosa siciliana. Sei anni al padre Domenico e 16 anni di reclusione a Giuseppe Scialabba. Il castelluccese Antonio Alberti era stato condannato a 10 anni e il tusano Gioacchino Spinnato a 4 anni di carcere, 10 anni per Francesco Rizzuto e 8 anni e 10 mesi per Mario Venturella. Erano stati assolti, per non aver commesso il fatto, Rosario Anzalone e Vincenzo Cintura; perché il fatto non costituisce reato Arianna Forestieri, inveceper Francesca Pullarà il giudice ha ritenuto non doversi procedere per intervenuta prescrizione del reato. Per questi ultimi 4 la Procura ha deciso di non appellarsi.

Nel blitz dei carabinieri del 30 giugno 2020 finirono sotto inchiesta anche Antonio Giuseppe Dimaggio, assistito dall’avvocato Santo Vincenzo Trovato, e l’ispettore della polizia penitenziaria Giuseppe Rubbino, difeso dall’avvocato Luca Angeleri, i cui reati, in corso di giudizio, con rito ordinario, presso il Tribunale di Termini Imerese. Prossima udienza fissata per il 9 dicembre prossimo.

All’udienza saranno presenti anche gli avvocati di parte civile:  il Centro studi Pio La Torre e il Comune di Castel di Lucio, rappresentati dall’avvocato Francesco Cutraro, Sicildustria e i Comuni di Castelbuono e Pollina dall’avvocato Ettore Barcellona, Sos ImpresaRete per la legalità Sicilia, rappresentata dall’avvocato Salvatore Mancuso, Sos Impresa Palermo, dall’avvocato Maria Luisa Martorana, oltre ad alcuni imprenditori parti offese nel procedimento assistiti dagli avvocati Fausto Amato e Angelo Tudisca.

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