Alla scoperta di un tesoro tutto siciliano: il Parco dei Nebrodi


Il Parco dei Nebrodi è la più grande area naturale protetta della Sicilia e si estende per circa 70 km. A Nord si affaccia sul Mar Tirreno mentre a Sud è delimitato dal fiume Alcantara e dal fiume Simeto

Il parco deve il suo nome agli antichi Greci, i quali chiamavano questa zona “terra dei caprioli” e difatti, nebros in greco significa capriolo. 

I suoi sentieri, la sua ricca vegetazione, le sue cascate e la sua varietà di flora e fauna lo rendono uno spettacolo mozzafiato

Per coloro che non abitano in Sicilia ma desiderano visitare questo meraviglioso parco, è possibile raggiungerlo facilmente e in poco tempo. Infatti, molte sono le partenze e arrivi dal porto di Termini Imerese che si registrano ogni giorno e che vedono passeggeri diretti proprio in questo meravigliosa meta o che tornano a casa dopo aver visitato questo parco stupendo. 

Si tratta di un luogo davvero unico che affascina chiunque si rechi qui per la prima volta.  

Le meraviglie del Parco dei Nebrodi

Il parco presenta tantissime attrattive affascinanti immerse nel verde della natura. 

Tra le più importanti c’è senza dubbio la Cascata del Catafurco, un luogo incantevole non solo per questo meraviglioso corso d’acqua, per le sue acque limpide e per le altissime pareti rocciose ma anche perché si presta bene a escursioni da sogno da concedersi durante le proprie vacanze sull’isola. 

Alla base della cascata il continuo scorrere del torrente ha creato una suggestiva cavità naturale nota come Marmitta dei Giganti

Due differenti percorsi permettono di raggiungere la cascata, uno di 4 km e l’altro di 11 km.  Durante il cammino si può ammirare l’antico villaggio dei pastori in Contrada Molisa, oggi in parte disabitato. 

In Contrada Miserella, nel territorio di Galati Mamertino sorge l’area del capriolo, un’area di circa cinque ettari che ospita esemplari di capriolo. Il territorio è ricco di querce e castagni, mentre il sottobosco presenta numerosi rovi e piante come la rosa canina e la ginestra di cui spesso si cibano i caprioli. 

Nei pressi del comune di Acquedolci si trova la grotta di San Teodoro, un luogo che ha un’importanza storica rilevante grazie ai numerosi scavi avvenuti a partire dal 1859. Sono stati rinvenuti un deposito di mammiferi estinti e resti di specie utili all’alimentazione dell’uomo così come moltissime armi in pietra. Solo in seguito, nel 1937, sono stati ritrovati resti umani appartenenti a 7 individui dando alla luce numerosi studi e ricerche sulle popolazioni che hanno abitato l’sola in epoche molto antiche. 

Escursioni e trekking per gli amanti dell’avventura

Come accennato in precedenza, il territorio del Parco dei Nebrodi offre molte alternative escursionistiche e itinerari avvincenti

È possibile visitare questi magnifici luoghi non solo a piedi facendo lunghe passeggiate, ma anche in bici e a cavallo. 

Tra le esperienze più belle bisogna citare il sentiero delle Sorgenti, un itinerario che si sviluppa sul versante sud del Parco in un territorio montano davvero suggestivo. Il percorso corrisponde alla via che un tempo pastori e contadini provenienti da Tortorici percorrevano. A un tratto il paesaggio cambia e lascia spazio ad alcune sorgenti, la Sorgente Farina, la Sorgente Fanusa e la Sorgente Virgilio

L’Etna sullo sfondo, i pascoli di montagna e il verde dei boschi regalano emozioni indescrivibili.

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