L’ASP di Messina si difende. Dopo la richiesta dei sindaci dei Nebrodi, che questa mattina in una nota, lamentavano la mancata comunicazione dei tamponi per il Covid 19, il direttore dell’azienda sanitaria messinese, Paolo La Paglia, con un comunicato stampa, risponde proprio ai primi cittadini. Anche il sindaco di Capo d’Orlando, Franco Ingrillì, ieri con un post su facebook, aveva tuonato contro i vertici sanitari provinciali.

“Pervengono da parte dei Sindaci della provincia – scrive La Paglia – numerosi solleciti in merito alla notifica dei risultati dei tamponi rinofaringei, effettuati ai soggetti entrati nel territorio della Regione Sicilia che si trovano a ridosso della conclusione del periodo di quarantena, di cui alla ordinanza contingibile ed urgente n.7 del 20/3/2020.

Si fa presente che le comunicazioni ai Sindaci sono conseguenti all’acquisizione dei risultati ufficiali e i ritardi non dipendono da questa Azienda Sanitaria Provinciale, che ha già effettuato oltre 3500 tamponi; per circa mille tamponi si è ancora in attesa dei referti da parte del Policlinico di Messina.

I ritardi sono anche dovuti alla impossibilità di fare esami a pieno regime presso il Laboratorio di biologia molecolare dell’Ospedale di Barcellona PG. Nonostante i “sofismi” posti in essere da qualcuno per aumentare gli “audience” mancano gli estrattori per eseguire molti esami rapidamente; il materiale non viene consegnato dalle ditte fornitrici a Barcellona ormai da molti giorni. Questa è la sola realtà dei fatti!” – conclude il direttore dell’ASP 5 di Messina.

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