Si erano perse imboccando la strada sbagliata le due turiste di Patti che, nel pomeriggio di oggi, dopo aver visitato il labirinto di Arianna, stavano facendo rientro verso casa.

E’ successo a pochi passi dal centro abitato di Castel di Lucio, nelle campagne nei pressi della famosa opera dello scultore Italo Lanfredini. Si erano rimesse in auto da qualche minuto le due giovani donne che a poche centinaia di metri dal labirinto, s’immettono in una stradina di campagna proseguendo verso valle, ma in tutt’altra direzione rispetto alla Strada Statale 113 che avevano intenzione di raggiungere.

Da li a poco la strada asfaltata finisce e le due turiste, a bordo di una Lancia Y, si ritrovano in una strada sterrata che percorrono per un buon pezzo. Quando intuiscono di aver sbagliato strada si era già fatto buio e le due ragazze, in preda al panico ed in serie difficoltà nell’orientarsi, pensano di chiedere aiuto al 112 . La centrale operativa di Santo Stefano di Camastra allerta immediatamente i carabinieri della Stazione di Castel di Lucio, agli ordini del maresciallo capo Matteo De Paola, i quali iniziano a perlustrare l’area partendo proprio dalla contrada dove proprio due mesi fa – lo scorso 13 luglio – erano stati ritrovati i quattro turisti di Acireale che si erano persi dopo aver visitato il labirinto di Arianna.

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Ed è cosi che in contrada Acqua a Conca, i militari dell’Arma, nel buio della sera individuano l’utilitaria con a bordo le due ragazze visibilmente spaventate. Le sventurate turiste vengono accompagnate dai carabinieri sulla strada provinciale che da Castel di Lucio porta alla SS 113, da dove potranno riprendere la strada verso casa. Ci troviamo davanti al secondo episodio di smarrimento di persone, registrato nell’arco di qualche mese, dopo che le stesse, in entrambi i casi, avevano già visitato l’opera di Fiumara d’Arte. A questo punto a qualcuno sorge un dubbio: vuoi vedere che alla fine il labirinto, che per definizione è un posto in cui è difficile per chi vi entra trovare l’uscita, non è la struttura rosa tondeggiante progettata dallo scultore Lanfredini, bensì il comprensorio che lo circonda. Se così fosse risulta chiaro il motivo per cui la gente è solita perdersi fuori e non dentro il labirinto.