E’ ancora lì, dormiente ma pronta a riattivarsi ai primi temporali di forte intensità, la frana che nel 2010 lesionò irreparabilmente una chiesa, una scuola e diverse abitazioni di contrada Sfaranda, una frazione del Comune di Castell’Umberto.

Si tratta di una zona che accoglie quasi il cinquanta per cento degli abitanti del paese nebroideo: un dato che da solo dà l’idea di quanti disagi abbia fin qui provocato quella collina che si sgretola e continua a scivolare a valle. Circa mille e duecento persone costrette a convivere con il timore di nuovi smottamenti che potrebbero costringerle, da un momento all’altro, a dover lasciare le proprie case, così come è già accaduto. Adesso, però, le grida d’allarme e gli appelli lanciati a più riprese nel corso degli anni stanno finalmente per trovare le risposte tanto attese. E ciò grazie all’intervento dell’Ufficio contro il dissesto idrogeologico guidato dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

Alle opere necessarie per il consolidamento e la messa in sicurezza dell’intera area – classificata R4 per l’elevato rischio che vi si annida – la Struttura diretta da Maurizio Croce ha destinato due milioni e 200mila euro, provvedendo a bandire la gara per assegnare i lavori. Si tratterà di porre al riparo oltre dodici ettari di terreno, garantendo l’incolumità di chi ci vive, attraverso la realizzazione di paratie drenanti e di tubazioni di adduzione e scarico agli impluvi delle acque. Un grande intervento di ingegneria idraulica che comporterà, inoltre, la collocazione di nuove condotte fognarie nelle strade. Le domande di partecipazione potranno essere presentate entro il prossimo ventisette gennaio.

“L’ Amministrazione Comunale – commenta il primo cittadino Vincenzo Lionetto Civa – esprime soddisfazione, dopo mesi di intenso lavoro tecnico /amministrativo. L’opera nei primi mesi del 2020 sarà un cantiere aperto”.