Alcuni eventi della vita lasciano dei segni indelebili nella nostra memoria e nella psiche, come quello che ha lasciato il Covid nella comunità castelluccese  lo scorso ottobre, quando in paese furono riscontrati i primi casi di documentata infezione da Covid facendo registrare, nel giro di una ventina di giorni, 2 vittime.

Oggi i terribili ricordi di quell’ottobre nero fanno nuovamente tremate i membri della piccola comunità montana, che conta circa 1300 anime. I tamponi molecolari esitati dal Policlinico universitario di Messina confermano quanto le autorità sanitarie sospettavano: l’insorgenza di un nuovo focolaio, che per il momento interessa un solo nucleo familiare formato da 4 persone. Ma i positivi al tampone molecolare a stretto giro potrebbero aumentare considerato che si attendono  risultati di diversi altri tamponi dal laboratorio analisi del policlinico eseguiti su altrettanti castelluccesi positivi al test rapido.

In risposta a questa nuova situazione di contagi, e di emergenza di sanità pubblica, bisognerà adesso sviluppare una nuova mappatura per tracciare i casi che sono venuti a contatto con i nuovi soggetti positivi, considerando altri screening di prevenzione. Come bisognerà valutare, oltremisura, la possibile adozione di un incisivo provvedimento per evitare l’ulteriore diffondersi del contagio.

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