Frazzanò: il prete, il sindaco e l’assurdo rifiuto del finanziamento


“La gente non perdona un sacerdote attaccato ai soldi”. Papa Francesco, nel 2016, durante un’omelia, mise in guardia il clero sul tema dell’attaccamento al denaro. Un rapporto, quello tra Chiesa e denaro, che nei secoli è sempre stato complesso – basti pensare allo Scisma di Lutero, causato dalle indulgenze in cambio di monete. A Frazzanò devono aver preso troppo alla lettera le parole del Pontefice. Nel piccolo centro dei Nebrodi infatti i sacerdoti i soldi li rifiutano.

È il caso di Don Massimiliano Rondinella, parroco della “Parrocchia Maria SS Annunziata” di Frazzanó, che ha incredibilmente detto no al cantiere di lavoro regionale “Manutenzione straordinaria dell’ex Chiesa di San Giuseppe da adibire a salone parrocchiale”, cantiere regionale che deve essere svolto da dieci disoccupati, residenti nel territorio comunale.

Lo diciamo da subito. È un rifiuto assurdo. Il sacerdote, originario di Santo Stefano di Camastra, ha prima rispedito al mittente la somma, senza alcuna spiegazione, in seguito alle proteste del sindaco Gino Di Pane, che ha inviato una lettera al Vescovo di Patti, la Diocesi ha risposto, con una missiva di Don Basilio Scalisi, direttore dell’ufficio tecnico amministrativo della Curia pattese, “evidenziando tutte le difficoltà oggettive legate anche alla pandemia Covid-19 in atto“. Insomma la colpa sarebbe del Covid 19. Una scusa già sentita e già usata da tanti. Prima fra tutti dai politici.

Dispiace leggere queste parole. Davvero si rinunciano a 65.743,90 euro per la pandemia? Davvero si dice no a dare lavoro a 10 famiglie e a negare ad una comunità uno spazio sociale e aggregativo? Lo troviamo incomprensibile. In tutta Italia si fanno lavori di riqualificazione sia pubblici sia privati – basta vedere i palazzi con tutte le impalcature con il Superbonus. Nella stessa Diocesi di Patti, diversi cantieri interessano chiese, come ad esempio il Santuario della Madonna dei Miracoli a Mistretta è oggetto di lavori di restauro e ristrutturazione da quando è iniziata la pandemia.

Quello che ci auguriamo è che la Curia di Patti e il parrocco facciano un passo indietro e si siedano attorno ad un tavolo con il primo cittadino e risolvano. Alla comunità di Frazzanò serve questa opportunità e servono anche spiegazioni convincenti. È giusto prendere posizioni ma le scelte devono essere motivate, e motivate bene, altrimenti l’intera Istituzione perde di credibilità.

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