Frazzanó, rinuncia finanziamento atto secondo: scontro sindaco-Diocesi di Patti


Secondo atto della vicenda relativa al finanziamento regionale rifiutato da Don Massimiliano Rondinella, parroco della “Parrocchia Maria SS Annunziata” di Frazzanó. I fondi della Regione sarebbero serviti per l’attuazione di un cantiere di servizio “Manutenzione straordinaria dell’ex Chiesa di San Giuseppe”, e la rinuncia impedirebbe la possibilità di dare lavoro a 10 frazzanesi e la realizzazione di un salone parrocchiale.

La decisione di Don Rondinella aveva scatenato l’ira dell’amministrazione comunale e il sindaco Gino Di Pane aveva inviato una nota al Vescovo di Patti Mons. Guglielmo Giombanco. La Diocesi, dopo esserci chiusa nel silenzio per 4 giorni, ha risposto all’amministrazione frazzanese. Nella lettera, firmata da Don Basilio Scalisi, direttore dell’ufficio tecnico amministrativo della Diocesi di Patti, si legge: “Circa il cantiere per il quale le è stata inviata  – per conoscenza – la comunicazione spedita alla Regione Siciliana il parroco ne ha più volte discusso con questo ufficio diocesano, evidenziando tutte le difficoltà oggettive legate anche alla pandemia Covid-19 in atto”.

La risposta però non sembra essere piaciuta al primo cittadino Di Pane che ha controreplicato con una nuova missiva inviata alla Diocesi. “Reverendo Padre Scalisi, ho ricevuto la Sua lettera nella qualità di Direttore dell’Ufficio tecnico amministrativo della Diocesi di Patti nella quale si spiega che “Circa il cantiere, per il quale le è stata inviata – per conoscenza – la comunicazione spedita alla Regione Siciliana, il Parroco ne ha più volte discusso con questo Ufficio diocesano, evidenziando tutte le difficoltà oggettive legate anche alla pandemia Covid-19 in atto”.

Lungi da me voler polemizzare, la risposta mi ha “sorpreso” e richiamato alla mente il celebre modo di dire “mettere la testa sotto la sabbia”, tipico deglistruzzi. Espressione utilizzata nella quotidianità per indicare il comportamento di chi non vuole vedere i problemi. Ho tentato ripetutamente di dare un significato alle parole “il Parroco ne ha più volte discusso con questo Ufficio diocesano, evidenziando tutte le difficoltà oggettive legate anche alla pandemia Covid-19 in atto” ma, alla fine, l’arcano tale era e tale è rimasto.

A parte quella legata alla “pandemia Covid-19”, per la quale sarebbe stato compito del RUP nominato dal Comune di Frazzanò provvedere all’adozione delle misure necessarie ad evitare le possibilità di contagi fra i lavoratori, neppure il più esperto esegeta o cleromante riuscirebbe a comprendere quali altre “difficoltà oggettive” hanno portato al rifiuto del finanziamento del Cantiere di Lavoro per la “Manutenzione straordinaria della Chiesa di San Giuseppe”.

Reverendo Padre, io mi occupo ogni giorno dell’Amministrazione della cosa pubblica, ma sempre refuggo dall’utilizzo del linguaggio “burocratese”, perché ritengo corretto dare il giusto nome alle cose, ma soprattutto ritengo doveroso assumermi in prima persona le responsabilità conseguenti agli atti compiuti dai miei collaboratori su mie direttive. Non li abbandonerei nel momento del bisogno e sarei accanto a loro nell’affrontare eventuali conseguenze dovessero sorgere.

Per questi motivi quando ho letto nella sua missiva che “il Parroco ne ha più volte discusso con questo Ufficio diocesano, evidenziando tutte le difficoltà oggettive legate anche alla pandemia Covid-19 in atto” mi sono chiesto quali “difficoltà oggettive” potevano essere state considerate insormontabili dall’Ufficio tecnico della Curia per non addivenire a una possibile accettazione del finanziamento per la Chiesa di San Giuseppe e quali consigli erano stati dati a Don Rondinella dagli operatori dell’Ufficio tecnico amministrativo della Diocesi di Patti.

Quando le nostre decisioni coinvolgono altre persone è giusto dare esaustive spiegazioni. La rinuncia al finanziamento ha inciso sulla vita di tante persone, primi fra tutti su coloro ai quali è stata negata un’opportunità di lavoro.

Ecco, allora, che l’ufficio da Lei diretto aveva/ha l’obbligo di esplicitare in maniera estremamente chiara le motivazioni che hanno portato al rifiuto del finanziamento ed evitare frasi evasive di circostanza.

Concludo uscendo dal mio “seminato” di amministratore, forse con presunzione, “La messe è molta, ma gli operai sono pochi”, in quel “seminato”, espresso in maniera esemplare nella parabola dei talenti affidati, dove i due servi che adempiono il loro compito ricevono un meritorio encomio mentre il terzo è ripreso per il suo comportamento ozioso, per la sua prudenza, ed è severamente punito per essere rimasto con le mani in mano, inoperoso, non all’altezza dei compiti affidatigli“.

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