Incendi a Castell’Umberto, minoranza contro il sindaco Lionetto Civa


A Castell’Umberto gli incendi stanno devastando il territorio. Nelle ultime settimane nel piccolo centro dei Nebrodi numerosi ettari boschivi, anche nelle vicinanze delle abitazioni, sono andati in fiamme. Il sindaco Vincenzo Lionetto Civa, sulla sua pagina Facbook, ha costantemente aggiornato la cittadinanza, e l’ha fatto anche tre giorni fa quando in Contrada San Giorgio Basso/Contura, è scoppiato l’ennesimo incendio.

Alla luce di questa situazione il gruppo di minoranza CondiVivi Castell’Umberto, composto da Veronica Armeli (capogruppo), Federica Monastra, Massimo Chianetta e Valentina Tascone, ha deciso di prendere posizione ed ha attaccato l’amministrazione comunale di Lionetto Civa, accusata di non fare alcuna prevenzione per impedire gli incendi.

“Premesso che vanno assolutamente condannate le azioni dolose e colpose – affermano gli esponenti dell’opposizione – ma non possiamo né vogliamo soprassedere sulla negligenza dell’attuale amministrazione. Innanzitutto, ricordiamo al sindaco che le ordinanze vanno fatte rispettare (non solo perché lo diciamo noi). Ogni anno reitera l’emanazione di un atto di prevenzione agli incendi che è diventato “lettera morta”. D’altronde, come riprendere gli altri se l’ amministrazione per prima non fa pulire (con semplice scerbatura!) strade e siti comunali? Ormai da tempo segnaliamo questa noncuranza.

“Il Comune – proseguono – non ha autobotte o cisterna funzionanti che permettano l’azione tempestiva in caso di incendi. Anni fa, abbiamo sollevato il problema e nulla è stato fatto. Anzi, qualcosa hanno fatto: è stato contratto mutui per mezzi che non non si vogliono o “possono” usare, lasciando così il nostro Comune esposto a tali rischi“.

“Diciamo basta – conclude la minoranza -. Si tratta di un argomento troppo importante. Nella serata di ieri, prima che giungessero i vigili del fuoco, è trascorsa, certamente non per loro colpa, circa un’ora. Avete la responsabilità della sicurezza pubblica e dell’incolumità dei cittadini”.

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