Un’interrogazione all’ARS in cui si chiedono chiarimenti sull’incendio che si è sviluppato il 1° agosto nelle contrade Favatà e Ciminà del Comune di Santo Stefano di Camastra. È stata presentata dal gruppo parlamentare Attiva Sicilia, firmata dai deputati Matteo Mangiacavallo, Angela Foti, Elena Pagana, Valentina Palmeri e Sergio Tancredi.

I parlamentari vogliono sapere dal Governo Musumeci “intenda fornire e quali iniziative intenda contestualmente promuovere, unitamente alle autorità comunali, per garantire la prevenzione degli incendi e la riduzione del rischio specialmente nel periodo estivo e se il Governo regionale non ritenga opportuno sollecitare la citata amministrazione comunale affinché vigili sulla corretta applicazione della normativa vigente al fine di prevenire eventuali pericoli d’incendio”.

Riportiamo integralmente l’interrogazione:

INTERROGAZIONE (risposta scritta)

XXX – Chiarimenti in merito all’incendio che si è sviluppato il 1° agosto nelle contrade Favatà e Ciminà del Comune di S. Stefano di Camastra (ME).

 DESTINATARI

Al Presidente della Regione siciliana;

All’Assessore regionale al territorio e all’ambiente.

PREMESSO CHE

nel tardo pomeriggio dello scorso 1 agosto presso le contrade Favatà e Ciminà, nei pressi della SS 113, del Comune di S. Stefano di Camastra – per cause ancora da accertare e complici le alte temperature estive – si è sviluppato un vasto incendio lungo il versante che si affaccia sul fiume Santo Stefano nei pressi del viadotto dell’autostrada A/20 che ha interessato diverse abitazioni e attività produttive, mettendo in grave pericolo la vita di molti cittadini.

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CONSIDERATO CHE

nel corso delle ultime settimane, all’indirizzo degli odierni interroganti sono pervenute diverse segnalazioni da parte degli abitanti locali che lamentano le condizioni di assoluto abbandono di diversi e vasti terreni da anni incolti e, per tale motivo, pieni di sterpaglie ed erbacce secche facilmente infiammabili.

RILEVATO CHE

ai sensi dell’art. 15 della legge 24 febbraio 1992, n. 225 – nell’ambito del quadro ordinamentale di cui alla legge 8 giugno 1990, n. 142, in  materia  di  autonomie  locali – ogni Comune può dotarsi di una struttura di protezione civile; nel rispetto delle competenze ad essa affidate in materia di organizzazione dell’esercizio delle funzioni amministrative a livello locale, la Regione favorisce, nei modi e con le forme ritenuti opportuni, l’organizzazione di strutture comunali di protezione civile;

al comma 3 del medesimo articolo viene, altresì, precisato che il sindaco è autorità comunale di protezione civile che, al verificarsi dell’emergenza nell’ambito del territorio comunale, assume la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alle popolazioni colpite e provvede agli interventi necessari dandone immediata comunicazione al prefetto e al presidente della giunta regionale.

PRESO ATTO CHE

come ogni anno, all’inizio della stagione estiva sono state ripetutamente sollecitate le autorità comunali competenti e lo stesso sindaco che, ai sensi della legge del 1992, al fine di prevenire gli incendi, è tenuto a redigere apposite ordinanze che obbligano il privato proprietario o conduttore di terreni e/o campi, comprese le aree boscate, cespugliate, alberate, nonché i fondi coltivati, incolti e/o abbandonati a tenere pulito e privo di erbacce potenzialmente infiammabili il proprio terreno;

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è compito del sindaco provvedere al controllo della pulizia dei terreni rimasi incolti e/o abbandonati dei privati con l’ausilio della Polizia municipale, nonché vigilare sull’attuazione di quanto è stato disposto dalle ordinanze sindacali al fine di ridurre il rischio di incendio o prevenire del tutto l’insorgenza degli incendi.

PER SAPERE

 – se il Governo della Regione sia a conoscenza dei fatti su esposti;

– quali chiarimenti in ordine alle circostanze in premessa evidenziate il Governo intenda fornire e quali iniziative intenda contestualmente promuovere, unitamente alle autorità comunali, per garantire la prevenzione degli incendi e la riduzione del rischio specialmente nel periodo estivo;

– se il Governo regionale non ritenga opportuno sollecitare la citata amministrazione comunale affinché vigili sulla corretta applicazione della normativa vigente al fine di prevenire eventuali pericoli d’incendio.

Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza.

FIRMATARI

 Matteo Mangiacavallo

Angela Foti

Elena Pagana

Valentina Palmeri

Sergio Tancredi