Dopo 4 ore di camera di consiglio il GUP del Tribunale di Patti, il dott. Eugenio Aliquò, ha condannato, in primo grado, Grazia Maria Di Marco e il marito Gabriel Acanticai, rispettivamente ad 8 anni e 4 mesi e 7 anni, poiché ritenuti responsabili di aver estorto danaro e poi cagionato la morte, come conseguenza della propria condotta illecita, di un 49enne trovato impiccato il 15 febbraio scorso all’interno di un appartamento abbandonato a Santo Stefano di Camastra.

Le indagini condotte dal Nucleo Operativo del Comando Compagnia Carabinieri di Santo Stefano di Camastra, sovrainteso dal capitano Martina Perazzolo, coordinate dalla Procura di Patti, hanno messo in luce come il suicidio di Fuoti Salvatore Gianfranco – lungi dall’essere un disperato atto di autodeterminazione – sia stato estrema conseguenza del progetto criminale ordito dalla giovane coppia.

Gli altri due indagati, Acanticai Dimitru e Acatincai Cosmin Petru  – al primo riconosciuto dagli inquirenti il ruolo di esattore e il secondo accusato di essersi introdotto un’abitazione privata sottraendo alla proprietaria gioielli in oro poi rivenduti in un negozio di Sant’Agata di Militello per 600 euro, sono stati rinviati a giudizio, avendo scelto il rito ordinario.

Gli imputati sono stati difesi dagli avvocati  Salvatore Silvestro e Antonio Di Francesco.