L’avvocato Mario Turrisi è morto, indiziato AstraZeneca

E’ stata dichiarata la morte cerebrale per Mario Turrisi. La diagnosi di morte cerebrale che equivale al decesso della persona è stata ufficializzata ieri alle ore 11:30 quando, dall’elettroencefalogramma è stato appurato che il tronco encefalico dell’avvocato 45enne di Tusa ha cessato di svolgere qualsiasi attività.

Mario Turrisi si trova ancora collegato alla macchina per la respirazione artificiale in attesa di  un’angioTAC mediante la quale si cercherà di capire, tramite lo studio dei vasi, le anomalie del sistema vascolare che hanno causato la letale emorragia cerebrale.

Sul giovane avvocato, che aveva spontaneamente prestato il consenso per la donazione dei propri organi, il giorno in cui aveva rinnovato il proprio documento d’identità, sono già state avviate le procedure, che potrebbe protrarsi anche qualche giorno,  atte a verificare i requisiti necessari per l’espianto di organi e tessuti.

Tra gli indiziati il siero AstraZeneca, con il quale Mario Turrisi era stato vaccinato all’ospedale di Mistretta lo scorso 12 marzo, nell’ambito della campagna vaccinale dedicata ad alcune categorie professionali, tra cui appunto magistrati e avvocati. L’emorragia cerebrale devastante è stata causata da un’importante trombosi della vena giugulare e dei seni venosi e ha portato la direzione del Policlinico ad attivare le previste segnalazioni nell’ambito delle procedure di farmacovigilanza verso Aifa.

Da qui l’avvio dell’indagine della Procura della Repubblica di Messina affidata ai magistrati Federica Rende e Roberto Conte, che hanno delegato parte delle indagini alla polizia che già ieri si è presentata all’ospedale di Mistretta per acquisire la documentazione collegata alla vaccinazione dell’avvocato Turrisi. La stessa polizia che lavora sul caso della somministrazione del vaccino anglo-svedese che – si sospetta – possa essere responsabile della morte dell’insegnante 55enne, Augusta Turiaco, morta per trombosi al Policlinico. Sul caso indaga anche la Procura di Patti.

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Pubblicato da
Giuseppe Salerno