Militello Rosmarino, stalking e minacce su due donne: al via il processo


Si è celebrata lo scorso 4 maggio, l’udienza che vede imputato, per di reato di stalking e minacce, Biagio Giuffrida Nasonte, 47enne di Siracusa ma residente a Militello Rosmarino, difeso dall’avvocato Giorgia Pruiti Ciarello, nell’ambito del procedimento penale insorto a suo carico a seguito delle denunce presentate da due donne, la giornalista pubblicista Teresa Frusteri, assistita dall’avvocato Paolo Starvaggi del foro di Patti, e la cugina Rosalia Morgano, di Militello Rosmarino, assistita dall’avvocato Gabriella Caccamo del foro di Barcellona Pozzo di Gotto.

Dopo le formalità di rito, le due donne, costituite parte civile, ognuna in relazione a diversi capi di imputazione, sono state interrogate dal Giudice, la dott.ssa Giovanna Ceccon, presso il Tribunale di Patti e dalle altre parti processuali, raccontando analiticamente i dettagli della vicenda. All’esito del loro esame il processo è stato rinviato per la prossima udienza il 23 settembre 2022 per l’audizione dei rimanenti testi del Pubblico Ministero.

I fatti si sarebbero verificati tra marzo e giugno scorsi e le indagini sono state svolte dalla polizia del Commissariato di Sant’Agata Militello. Biagio Giuffrida Nasonte avrebbe corteggiato la giornalista Teresa Frusteri e come si legge nella richiesta di rinvio a giudizio “non accettando il rifiuto di intraprendere con lui una relazione sentimentale, minacciava e molestava Frusteri Teresa con condotte consistite nel chiamarla ripetutamente al telefono, inviarle messaggi offensivi del tipo “guardati allo specchio e sputati in faccia”, diffamarla ed offenderla tra i conoscenti, minacciarla, seguirla sulla pubblica via e guardarla con fare minaccioso e, così facendo, ingenerava nella donna un fondato timore per la propria incolumità, costringendola altresì ad alterare le proprie abitudini di vita”.

L’imputato è inoltre accusato dello stesso reato nei confronti di Rosalia Morgano, cugina di Teresa Frusteri, facendole sapere – come si legge sempre nella richiesta di rinvio a giudizio – attraverso i cugini Frusteri Teresa e Frusteri Antonio (sorella e fratello ndr) “che le avrebbe sparato”.

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