Manovre in corso per far trasferire uno dei tre commissari prefettizi che, dopo lo scioglimento per mafia, amministrano il Comune di Mistretta. Secondo indiscrezioni, trapelate da ambienti istituzionali (al di fuori di Mistretta) ormai da settimane vi sarebbero pressioni per arrivare a cambiare uno dei membri della Commissione prefettizia che dal 28 marzo dello scorso anno regge le sorti del Comune di Mistretta.

Nello stesso periodo è stato avviato uno stillicidio dal carattere chiaramente calunnioso con le lettere anonime inviate da Mistretta che hanno inondato la Prefettura di Messina. Lettere anonime che puntano a screditare l’operato della Commissione prefettizia, accusata di essere incapace di gestire l’Ente. E nello tesso tempo alti esponenti della politica regionale e nazionale sarebbero scesi in campo per mettere “fuori gioco” uno dei commissari.

Il Commissario del quale, secondo le  indiscrezioni, si pretenderebbe l’avvicendamento con altro funzionario è Antonino Oddo, il vice-prefetto facente parte della terna cui è stata affidata la provvisoria gestione dell’ente amastratino, che svolge la funzione di responsabile. Oddo è colui che, più di ogni altro, ha lavorato su un dossier scottante: la gestione dei fondi rustici di proprietà comunale. Tema attorno al quale girano rilevanti ed a volte inconfessabili interessi di natura economica.

Proprio Oddo, coadiuvato dal punto di vista tecnico dai sovraordinati che collaborano per assicurare il regolare funzionamento dei servizi dell’ente, ha, più d’ogni altro, preso a cuore e lavorato all’elaborazione del Regolamento per l’affitto dei fondi rustici di proprietà comunale, al Disciplinare di attuazione del Regolamento, ai bandi per l’assegnazione in locazione di tali terreni, rifacendosi ai principi di equità oltre che ai criteri generali del codice degli appalti il quale prevede, in primis, che, chi contrae con la Pubblica amministrazione deve essere limpido e trasparente e soprattutto non deve avere su di sé ombre di alcun tipo, men che meno collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata.

Leggi anche:  Mistretta, indagato il sindaco Liborio Porracciolo

Grazie al lavoro attento e scrupoloso della Commissione sarebbero emersi elementi su quella che ormai tutti definiscono mala gestio  dei terreni comunali di Mistretta, con un quadro desolante, dai particolari inquietanti, della gestione degli immobili di proprietà dell’Ente. E non parliamo solo di fondi rustici.

La commissione straordinaria avrebbe  “scoperchiato” una gestione e utilizzo dei terreni comunali che sarebbe avvenuta a esclusivo vantaggio di pochi i quali, a Mistretta, da anni si sono arrogati il diritto di fare i latifondisti con i terreni comunali, alcuni occupando fondi addirittura intestati a prestanome, altri  senza versare il canone di affitto. Una gestione definita da più parti anarchica a uso e consumo di pochissimi a danno di molti allevatori, per bene e onesti, di cui parla anche relazione prefettizia che ha determinato lo scioglimento per mafia del Comune di Mistretta: “…risulta oramai acclarata, anche giudizialmente, la sussistenza di fenomeni di imprenditorialità mafiosa, che mirano ad investire le risorse provenienti da traffici illeciti in attività apparentemente lecite”.