Continua il processo “ Gamma Interferon” che dovrebbe far luce sulla presunta filiera illegale di carne adulterata destinata al consumo umano.

Una maxi operazione portata avanti dalla la Polizia di Stato di Messina nell’ambito una vasta operazione nel territorio del Parco dei Nebrodi. Trentatré le misure cautelari emesse nei confronti di altrettanti persone, nel dicembre del 2016, dal GIP presso il Tribunale di Patti, Andrea La Spada, su richiesta dell’allora Sostituto Procuratore della Repubblica di Patti, Francesca Bonanzinga.

Le indagini condotte dai poliziotti del Commissariato di Sant’Agata Militello, guidati dal vicequestore Daniele Manganaro, e della Squadra Mobile, hanno fatto emergere delle attività illegali che iniziavano con furti di animali, maltrattamento e loro uccisione, fino alla macellazione clandestina e successiva vendita al pubblico, con messa in commercio di alimenti pericolosi per la salute, poiché privi di controlli sanitari e quindi ad altissimo rischio per la trasmissione di malattie infettive, quale la tubercolosi.

Tra le persone raggiunte da misura cautelare c’erano allevatori e macellai, affiancati da medici veterinari in servizio presso l’ASP di Sant’Agata Militello, ciascuno – secondo gli inquirenti – con un preciso ruolo nell’organizzazione di una filiera illegale e clandestina delle carni parallela a quella certificata. Il Tribunale collegiale di Patti, presieduto dal giudice Ugo Scavuzzo a latere la dott. Vona e la dott. Ceccon, Pubblico Ministero dott. Urban, ha ascoltato oggi il primo teste, il sovrintendente D’Onofrio che ha curato le intercettazioni.

Le difese formate dagli avvocati Antonio Di Francesco, Giuseppe D’Anna, Salvatore Giannone, Santino Trovato, Flavia Galbato, Sebastiano Calco’ e Giuseppe Scillia, hanno sollevato diverse eccezioni sulla utilizzabilità delle dichiarazioni rese dal teste oggi sentito, al termine delle quali si è deciso di rinviare le udienze al prossimo 15 febbraio.