Tiene banco a Sant’Agata di Militello la questione relativa al decreto ingiuntivo a firma del giudice del Tribunale di Palermo, sezione civile specializzata in materia d’impresa, che intima al Comune il pagamento dei crediti, vantati dall’ATO Me 1 SPA in liquidazione, per un importo di 7.548.403,02 euro, oltre interessi moratori dalle singole scadenze e spese liquidate in 4.792,00 euro.

La sentenza, a firma del Giudice Andrea Illuminati, era stata notificata all’Ente circa una settimana fa ma, stranamente, nessuno ha reso pubblica la cosa. Se non fosse stato per il blog Vox Populi e per la nostra testata giornalistica, nessuno avrebbe saputo nulla. Né cittadini, né tantomeno i consiglieri comunali, molti dei quali erano all’oscuro di tutto.

Eppure la questione è importante. Il Comune di Sant’Agata rischia seriamente il dissesto finanziario, ma nessuno ne parla. A nessuno viene in mente che forse i cittadini dovevano essere informati, considerato che un eventuale, possibile, default dell’Ente produce effetti sul piano sociale.

Nemmeno i giornali sempre ben informati, quelli che, si dice in giro, pare siano vicini all’Amministrazione Mancuso, scrivono nulla della questione. Non lo sapevano? Può darsi. Come può anche darsi che sapevano ma stavano al gioco dell’Amministrazione comunale la quale, secondo la nostra impressione, avrebbe voluto tenere nascosto, il più possibile, la faccenda. Ma questa è solo un’impressione. La nostra. Un’opinione in merito ai fatti, non fondata su elementi certi e su un ragionamento logico, ma suggerita da impulsi soggettivi.

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Non abbiamo capito perché all’Amministrazione Mancuso è venuto a mancare quel rispetto pieno e diffuso degli obblighi di trasparenza nei confronti dei propri cittadini che rende visibili a tutti eventuali rischi, facilita la diffusione delle corrette informazioni, delle conoscenze e consente la comparazione fra le diverse esperienze amministrative.

Forse avranno nascosto la cosa perché avevano qualche altra idea in mente?  O magari perché non volevano che venisse fuori il fatto che il presunto debito dell’ATO, nonostante fosse loro noto, non era stato inserito nel piano di riequilibrio sottoposto all’esame della Corte dei Conti come, dalle informazioni in nostro possesso, era stato segnalato dalla minoranza consiliare in fase di approvazione del Bilancio di previsione? Noi non lo sappiamo. Non lo sappiamo e non lo sapremo mai. Come non sappiamo e non sapremo mai come il Comune di Sant’Agata sia riuscito ad indebitarsi per 7 milioni e mezzo e se ci sono eventuali responsabilità da parte di chi, politicamente, dal 2005 al 2013 ha amministrato la Città e gestito i rapporti con la Società d’ambito. Non lo sapremo tranne che la magistratura ordinaria e contabile non intendano fare, seriamente, luce sulla questione.

Quello che sappiamo è quanto abbiamo appreso dal comunicato stampa divulgato dell’assessore al bilancio Antonio Scurria: “le richieste della società Ato Messina 1 appaiono pretestuose e palesemente infondate” in cui l’assessore annuncia opposizione alle richieste creditorie avanzate. Dichiarazioni che Scurria non avrebbe certo reso se non fosse stato costretto dalle circostanze: per via delle notizie divulgate dalla stampa. Alle affermazioni del componente della giunta Mancuso, replica sul proprio profilo Facebook, Giuseppe Puleo, consigliere di minoranza del Pd, il quale definendo “bizzarro” il comunicato stampa di Scurria, accusa lo stesso di “minimizzare un fatto molto insidioso per il nostro Comune, già in pre-dissesto”.

“Ci si è dimenticati di quando l’Ato serviva a dare posti di sotto governo a 4000 euro al mese o come ufficio di collocamento e prebende varie? Forse era il caso di controllare allora la gestione! – scrive Puleo -. Sant’Agata era il comune capo fila, si fregiava di questo e si contendeva il potere gestionale, facendo incetta di azioni quando c’è stato l’aumento di capitale. Ma come è possibile che non si riesce ad avere un minimo di contegno e nessuna onesta’ intellettuale? Ma potrebbe cambiare il vento e caparbietà e giustizia potrebbero avere la meglio”.