Ancora grane per l’assessore al Bilancio del Comune di Sant’Agata di Militello Antonio Scurria. Dopo la vicenda del fabbricato di famiglia, spunta un esposto che l’ex consigliere comunale santagatese Marco Donato Lemma, oggi sindacalista, ha presentato alla Procura della Repubblica di Patti contro l’assessore in merito all’indennità di carica percepita.

Riportiamo integralmente l’esposto:

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI PATTI

ESPOSTO

Io, sottoscritto Marco Donato Lemma (foto sopra), nato a Palermo il 25/10/1970 e residente in Sant’Agata di Militello (ME), via Torrecandele n. 84, espongo quanto segue.

Premesso che

Svolgo da più di 20 anni l’incarico di Sindacalista ed ho rivestito anche la carica di Consigliere Comunale quale vice capogruppo del PD in seno al Consiglio Comunale di Sant’Agata di Militello a seguito delle amministrative del 2013.

Nell’espletamento del mio mandato elettorale ho sempre svolto diligentemente le funzioni ed adempiuto ai doveri connessi alla carica rivestita.

Tutto ciò l’ho fatto nel pieno rispetto delle mie attribuzioni e dei principi di legalità che mi stanno fortemente a cuore, svolgendo nell’esercizio delle mie funzioni tutte le attività necessarie a garantire il corretto funzionamento ed il buon andamento dell’Ente.

A tal fine non potevano esorbitare dai doveri inerenti il mandato conferitomi, quello di svolgere un’attività di “Controllo” sul corretto operato dell’Amministrazione comunale uscente (Amministrazione- Mancuso), al fine di accertare se l’esercizio delle loro funzioni fosse avvenuto nell’osservanza delle norme regolamentari e di legge ma, soprattutto, nell’esclusivo interesse dei cittadini. Nel fare ciò, mio malgrado, mi sono imbattuto in situazioni poco chiare, che ho ritenuto di dovere denunciare.

Ciò che però hanno ancora più rilievo rispetto alla caccia all’uomo che si è abbattuta nei confronti del sottoscritto, con ogni probabilità sono le denunce che io stesso con alcuni miei familiari abbiamo sporto alla Squadra Mobile di Messina, da cui è scaturita l’operazione “Camelot” del 15 febbraio 2014 ed il relativo procedimento penale in corso, per diversi tronconi a binario morto e per i procedimenti pendenti avviati verso la prescrizione;

A causa delle mie denunce e delle mie pubbliche prese di posizione sul modo in cui la cosa pubblica è stata amministrata a Sant’Agata negli ultimi 20 anni, sono presto diventato il bersaglio centrale di numerose reazioni, politiche e non, sia da parte dei componenti della precedente Amministrazione-Mancuso nonché, e più in generale, anche da parte di tutti coloro che erano e continuano ad essere oggi di quella compagine politica. In non poche occasioni, tra l’altro, sono stato da loro ingiustamente accusato di aver commesso fatti di reato, rispetto ai quali sono finanche state presentale formali denunce che però, in seguito alla celebrazione del processo, è stato dimostrato essere in buona parte pretestuose mentre qualche altro procedimento risulta ancora pendente e sono convinto che si concluderà a mio favore, poiché e nonostante tutto, sono sempre molto fiducioso e credo nella parte sana della giustizia.

Con il presente esposto è intenzione dello scrivente rappresentare a Codesta Autorità una situazione potenzialmente anomala che, ove effettivamente accertata a seguito delle espletande indagini, sarebbe da considerarsi causativa di gravi danni, anche di natura economica, al Comune di Sant’Agata di Militello.

Infatti, sebbene ad oggi io non rivesta più alcuna carica in seno al Civico Consesso del Comune di S.Agata Militello, rientra tra i miei doveri di cittadino, ancor prima di quello di Rappresentante Sindacale del C.S.A.-R.A.L. quale Segretario Territoriale dei Nebrodi, quello di segnalare alle autorità possibili condotte contro ius poste in essere in danno degli interessi dell’Ente, da parte di coloro che, invece, dovrebbero rappresentarlo e che in tutti i modi hanno tentato di mettere in cattiva luce e creare problemi al sottoscritto. E ciò anche in considerazione del fatto che i ritardi della giustizia ed i mezzi esigui a disposizione della stessa, non hanno ancora consentito alla nostra comunità di comprendere l’essenza ed i reali valori dei propri governanti, attualmente in carica. Inoltre sempre più cresce il senso di sfiducia nella Giustizia che dà l’impressione di tutelare i forti e disinteressarsi dei deboli, non riuscendo a volte nel suo primario compito del perseguimento dei colpevoli nel settore della Pubblica Amministrazione.

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Ritenuto che

Nei giorni scorsi, sul noto sito di informazione locale www.glpress.it, leggevo un articolo, pubblicato in data 20.02.2020, dal titolo “S.Agata di Militello: Ridotte le indennità per Sindaco, Assessori, Presidente e Consiglieri”. Con mio notevole rincrescimento, notavo che, benché la penna dell’autore professasse l’avvenuta riduzione delle indennità riconosciute in favore di tutti i soggetti menzionati nell’articolo, in realtà, tali riduzioni erano minime e, inoltre, solo per il Presidente del Consiglio, Andrea Barone, si era proceduto al dimezzamento dell’indennità prevista ex lege per cui è titolare di un rapporto di lavoro subordinato. Pertanto, al fine di valutare la veridicità della notizia da me letta, digitavo l’url del sito del Comune di Sant’Agata di Militello, recandomi sulla sezione “amministrazione trasparente”, ove avrei potuto prendere visione dell’effettivo quantum delle citate indennità. Ivi, tuttavia, figurava, così come continua a figurare alla data odierna, un annuncio che avvertiva della “manutenzione” della sezione, che per inciso recitava: “La sezione amministrazione trasparente è in corso di adeguamento a seguito dell’entrata in vigore, lo scorso 20 aprile, del decreto legislativo 14 marzo 2013 n. 33 riguardante il “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”. Tale condizione della sezione del sito che, com’è intuibile, impedisce di prendere visione delle informazioni in merito alle indennità di sindaco, assessori, presidente e consiglieri, in verità perdura già da parecchio tempo. Ora, è appena il caso di ricordare che, ai sensi dell’articolo 14, comma 1, del decreto\ s legislativo 14 marzo 2013, n. 33, cosiddetto Decreto Trasparenza, in capo ai titolari di incarichi politici, anche se non di carattere elettivo, di livello statale regionale e locale, lo Stato, le regioni e gli enti locali, grava l’obbligo di rendere noti, mediante pubblicazione liberamente consultabile, tra le altre cose, i compensi di qualsiasi natura connessi all’assunzione della carica. La circostanza che, tuttavia, mi ha determinato a chiedere a Codesta Autorità che vengano svolti i necessari accertamenti in ordine al quantum delle indennità spettanti ai componenti dell’Amministrazione è la seguente.

Per quanto a mia conoscenza l’assessore Antonio Scurria che, a detta del citato articolo di stampa percepisce un’indennità pari ad € 1.293.22 mensili al lordo delle ritenute, nell’anno 2019 ha prestato attività lavorativa in favore del Comune di Ascoli Piceno (API o. comunque, di altro ente pubblico della Regione Marche). Ciò posso riferire in quanto era stato lo stesso Scurria a fornire tale informazione per giustificare la propria assenza a diverse riunioni del Consiglio Comunale di Sant’Agata di Militello. In effetti, sulla base di quanto riferitomi da altre fonti, Scurria, nell’arco temporale di riferimento, mancava dal paese di Sant’Agata di Militello per buona parte della settimana. Peraltro, si ribadisce, che l’effettivo quantum di quanto da lui percepito non risulta visibile sulla sezione del sito del Comune, tale per cui, stante l’evidente e persistente inaccessibilità dell’informazione, non risulta possibile per i cittadini avere accesso a tali dati.

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Ove effettivamente tutto quanto sopra esposto corrispondesse al vero, potrebbe essere integrato il delitto di abuso d’ufficio, ovvero, quello di cui all’art. 316 ter (salva l’applicabilità della più grave fattispecie di cui all’art. 640 bis c.p.), peraltro nella forma aggravata per essere stato il fatto commesso da un pubblico ufficiale, in concorso con il reato di falso, per l’ipotesi in cui fossero state presentate dichiarazioni false o reticenti per giustificare la mancata riduzione dell’indennità de quo, ovvero qualora tali informazioni fossero state dolosamente omesse.

Ciò, peraltro, senza escludere la rilevanza della potenziale (dolosa, se non premeditata) omissione delle informazioni che l’Amministrazione avrebbe dovuto obbligatoriamente pubblicare, al fine di valutare profili di concorso di altre persone nel reato, l’ipotesi della continuazione, nonché l’integrazione di ulteriori fattispecie, autonome o presupposte, senza che tale omessa pubblicazione possa valutarsi quale ante factum non punibile. Nella fattispecie in esame sarebbe sufficiente, per gli organi acquirenti, acquisire presso il Comune di Sant’Agata Militello l’importo delle somme percepite mensilmente da Scurria Antonio per indennità di carica dall’inizio del mandato di assessore, a partire dalle amministrative del 2018, per verificare se l’indennità corrisposta sia stata oggetto o meno di dimezzamento, nonché verificare se per il periodo in questione, in tutto o in parte, lo Scurria fosse titolare o meno di rapporto di lavoro subordinato e/o parasubordinato.

Alla luce di tutto quanto sopra esposto,

Chiedo a Codesta Autorità Giudiziaria

di espletare le necessarie indagini per tutti i motivi sopra esposti e, a tal fine, che si proceda all’accertamento di eventuali profili di responsabilità in ordine fatti di cui in narrativa, nonché all’individuazione di tutti coloro che potranno essere individuati quali responsabili. Si ritiene, infatti, che nei fatti su descritti, ove ne venisse accertata la rispondenza al vero, possano evincersi elementi tipici per l’integrazione di fattispecie criminose, che Codesta Autorità potrà eventualmente configurare anche all’esito delle espletande indagini.

Evidenzio di non avere elementi concreti per sostenere che Scurria Antonio abbia compiuto dei reati seri, per cui ben potrebbe essere assolutamente a posto rispetto alla legge ma alcune voci che girano in paese e di cui sopra ho dato rilievo, nonché la circostanza della mancata pubblicazione dei dati per cui vi è obbligo di pubblicazione nel sito amministrazione trasparente. Tra l’altro, rivestendo anche il ruolo di Rappresentante Sindacale Territoriale del CSA, in oltre 20 comuni del territorio nebroideo, per l’esattezza in 24 Enti Locali dei Nebrodi, nella difesa costante non solo dei dipendenti impiegati comunali ma, nel rispetto dei diritti di tutti quei cittadini contribuenti che pagano le tasse, penso che attribuiscono il diritto al sottoscritto di rivolgersi all’Autorità Giudiziaria, per fare luce su questa vicenda poco chiara.

Chiedo, ancora, ai sensi e per gli effetti dell’art. 408 c.p.p. di essere informato circa l’eventuale richiesta di archiviazione ed eventuali proroghe delle indagini. Dichiaro, inoltre, di oppormi sin da ora, ad una eventuale emissione di decreto penale di condanna.

Con osservanza, Marco Donato Lemma