Sant’Agata, Mancuso senza maggioranza: bocciato Piano delle opere pubbliche


Era stata annunciata come una seduta del Consiglio Comunale di Sant’Agata Militello carica di tensioni, quella che si è svolta ieri pomeriggio al Castello Gallego, e così è stata. I punti all’ordine del giorno erano molto importanti – il Piano triennale delle opere pubbliche e il Bilancio di previsione 2021-2023 – e il nuovo assetto dell’Aula – 8 consiglieri di maggioranza, 4 di opposizione e 4 indipendenti – ha reso difficile il compito all’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Bruno Mancuso, nel cercare di far passare i due atti.

E infatti, sul Piano triennale delle opere pubbliche, la maggioranza è andata sotto. Otto consiglieri (4 di minoranza e 4 indipendenti) hanno votato contro, a favore invece sette consiglieri di maggioranza, a causa dell’assenza del consigliere Maniaci. A quel punto il bilancio non si è discusso, proprio per la propedeuticità del Piano triennale che è stato bocciato. La mancata approvazione del bilancio rappresenta adesso un problema, perché si rischia che possa essere nominato un commissario ad acta.

Ad inizio seduta, il gruppo di minoranza ha presentato un emendamento al Piano triennale per eliminare la privatizzazione del cimitero. Ad illustrare l’ipotesi di modifica è stata la consigliera Nancy Starvaggi che ha anche chiesto al consiglio un “atto di responsabilità”. Uno dopo l’altro, poi, hanno preso la parola i consiglieri Puleo, Recupero, Vitale, Brancatelli e Sanna che, a loro volta, hanno ribadito la necessità di scongiurare il project financing che sarebbe “contro la città e anti economico per i cittadini”. L’iniziativa dell’opposizione ha però trovato ferma l’amministrazione che, attraverso la consigliera Laura Reitano, ha sostenuto la decisione della privatizzazione del cimitero ribadendo che “le scelte politiche vanno rispettate”. L’emendamento è stato messo ai voti ed è stato bocciato. Puleo, Vitale, Sanna, Brancatelli, Alascia, Recupero, Starvaggi e Franchina si sono espressi a favore; Indriolo, Armeli, Salvatore e Rosalia Zingales, Barone, Ortoleva, Reitano e Maniaci, invece contrari.

Piccolo “giallo” durante la votazione dell’emendamento sul cimitero. Infatti la consigliera di maggioranza Rosalia Zingales, prima dell’inizio del dibattito, è uscita dall’Aula per presunta incompatibilità. Successivamente, al momento del voto, è rientrata per votare. A quel punto il consigliere di opposizione Antonio Vitale ha sottolineato come la minoranza non sia stupida: “Abbiamo visto l’uscita e l’entrata della consigliera Zingales solo perché erano senza numeri. Per me la consigliera non poteva votare per incompatibilità”.

Si diceva di una seduta infuocata. La miccia è scattata verso la fine del consesso civico quando l’assessore Achille Befumo si è rivolto alla segreteria comunale, Cinzia Chirieleison, con toni poco garbati e la stessa funzionaria ha reagito dicendo che non “può più tollerare di essere tratta in questo modo”. L’intervento del presidente Andrea Barone ha poi chiuso la seduta. Solidarietà alla dirigente comunale è stata espressa dalla consigliera Francesca Alascia. Subito dopo l’intervento della consigliera, si è però scatenata l’ira del pubblico presente che ha indirizzato al primo cittadino e alla sua giunta frasi irriguardose. La situazione si è fatta a quel punto incandescente. L’assessore al Bilancio Antonio Scurria ha chiesto al comandante dei Vigili Urbani Walter Campagna di far allontanare il pubblico. Le parole di Scurria hanno acceso ancora di più gli animi. Infatti, da quel momento sono volate grida, ingiurie tra l’esponente della Giunta e un cittadino, Nicola Versace. Non è bastato l’intervento della Polizia Municipale ma sono accorsi anche alcuni consiglieri comunali a dividere i due. Successivamente è tornata la calma. In tutto questo il sindaco Mancuso ha assistito alla scena non proferendo parola.

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