Il Santuario del Letto Santo, luogo di culto caro agli stefanesi ed ai fedeli di tutto il circondario, quest’anno non ha fruito della tradizionale festa, ricadente da tempo immemorabile nella seconda domenica di settembre.

Più che le restrizioni da coronavirus, determinante per il cambiamento del consueto programma caratterizzato dal pellegrinaggio, dal raduno dei fedeli all’interno e nel piazzale antistante la Chiesa, dalla celebrazione di messe con la processione serale, nonché dalla visita della suggestiva collezione di ex voto, è stata la necessità contingente dovuta ai lavori di restauro e di rifunzionalizzazione del Santuario, ex monastero benedettino, in corso per l’attuazione di un ambizioso progetto che trasformerà e migliorerà l’intero complesso religioso.

Tuttavia la comunità, sotto la guida dell’arciprete della locale Parrocchia S.Nicolò di Bari don Calogero Calanni, non ha rinunciato ai riti che solitamente rappresentano la devozione al Letto Santo, e nella serata del giorno della ricorrenza si è radunata nella Piazza Matrice, davanti al Cristo miracoloso trasportato nei mesi scorsi per le vie dell’abitato durante il periodo più nero della chiusura e tuttora in paese, per assistere alla messa solenne alla quale, oltre ai tanti fedeli, hanno partecipato le autorità del luogo, ovviamente nel rispetto del distanziamento imposto dalla normativa vigente.

Durante la celebrazione del rito, l’arciprete si è rivolto ai fedeli soffermandosi sulle motivazioni che hanno determinato il mancato raduno sul colle, rinviato con il proposito di una festa quando le condizioni logistiche lo consentiranno. Gli immancabili fuochi d’artificio hanno concluso la giornata in un clima di generale armonia e serenità.