Sarebbero falso, abuso d’ufficio, abuso e omissione in concorso, soppressione, distruzione e occultamento di atti, associazione a delinquere, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico i reati sui quali, da qualche mese, dalle informazioni in nostro possesso, starebbe indagando la Procura della Repubblica di Patti, in cui, tra gli altri, sarebbero coinvolti funzionari e politici di Sant’Agata di Militello.

Camelot 2? Non lo sappiamo. Quello di cui ci siamo resi conto è che l’inchiesta somiglia tanto a quella che nel febbraio 2014 portò all’applicazione di misure cautelari nei confronti di otto soggetti, in quanto ritenuti responsabili, a vario titolo, di far parte di un’associazione per delinquere, operante nel Comune di Sant’Agata Militello, finalizzata alla commissione di una serie di reati contro la Pubblica Amministrazione, quali turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio, falso in atto pubblico. All’epoca, nell’ambito della stessa inchiesta, denominata Camelot, inoltre, furono emesse informazioni di garanzia nei confronti di altri 11 indagati, tra cui l’attuale sindaco Bruno Mancuso.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE

Sant’Agata, è polemica sul fabbricato dell’assessore Scurria

Ancora una volta protagonista è il Comune santagatese e la gestione dello stesso sul quale si sarebbe concentrata l’attenzione dei giudici pattesi, coordinati dal Procuratore Capo Angelo Cavallo.

L’inchiesta sarebbe partita diversi mesi fa e rafforzata da una denuncia querela di un privato cittadino, presentata lo scorso 22 aprile, che metterebbe in risalto presunte irregolarità nell’attività espletata da alcuni uffici. Tra gli indagati spiccano i nomi di impiegati comunali, quello di un funzionario, già invischiato in altre vicende giudiziarie e quello di un amministratore in carica.

Leggi anche:  Naso, primi guariti da Covid 19: in calo i positivi e gli isolamenti