I Commissari prefettizi, ai quali è stata affidata la gestione provvisoria del Comune di Mistretta, pare abbiano pensato di rimuovere dall’incarico di responsabile d’Area qualche funzionario dell’Ente amastratino.

Sembrerebbe che tutto sia scaturito a seguito dell’affidamento del servizio fornitura alimenti per la mensa scolastica. Come abbiamo già avuto modo di raccontare il Comune di Mistretta, tramite avviso pubblico, bandisce una gara per la fornitura della degli alimenti per servizio di refezione scolastica. All’annuncio non risponde nessuno e l’Ente è costretto a ripubblicare l’avviso al quale si mostra interessata una sola ditta, di Mistretta. Iniziano le procedure per l’affidamento, ma l’incarico non può essere tempestivamente affidato perché il Comune di Mistretta non è ancora in possesso della certificazione antimafia della ditta, che rilascia la Prefettura di Messina.

Ricordiamo che l’acquisizione del certificato antimafia è obbligatoria per tutti gli Enti locali sciolti per mafia. I Commissari straordinari dopo qualche giorno, a seguito di un incontro con i genitori, dispongono un provvedimento, nell’ambito della sfera regolamentata dal codice antimafia, con il quale danno indicazioni agli Uffici di avviare le procedure necessarie per attivare la mensa scolastica fino al 31 dicembre. Questo è quanto, facendo le nostre verifiche, avevamo accertato e scritto al fine di informare. Ma sulla vicenda siamo riusciti a sapere altro.

In realtà, da informazioni che siamo riusciti a reperire, la ditta che avrebbe accettato di fare la fornitura necessaria per l’avvio della mensa scolastica, l’avrebbe fatto a seguito di un accordo informale con “qualcuno” del Comune che, pur di avviare il servizio di refezione scolastica, s’impegnava a saldare alla stessa ditta un debito che l’Ente amastratino aveva nei confronti del negoziante, per forniture passate non ancora pagate. E fino a qui nulla da eccepire. Ma immediatamente dopo aver saldato il debito (o almeno gran parte di esso) con il fornitore, sorge un problema. I Commissari straordinari vengono a conoscenza, che lo stesso soggetto fisico che si presentava per la fornitura degli alimenti per la mensa, titolare o socio di un’altra ditta, con diversa ragione sociale, risulterebbe essere debitore nei confronti del Comune di Mistretta, per il mancato pagamento di qualche tributo.

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In buona sostanza qualche funzionario, all’insaputa dei Commissari, senza avviare ulteriori controlli, avrebbe definito un accordo lecito con il titolare della ditta fornitrice, il quale accordo, dal lato del Comune, prevedeva il pagamento di un debito dell’Ente nei confronti dello stesso soggetto, che, con altra impresa con diversa denominazione, dagli accertamenti posti in essere dai Commissari, risulterebbe essere debitore con il Comune di Mistretta. Se tanto ci da tanto, come i partecipanti al bando per l’assegnazione dei Fondi Rustici non devono avere situazioni debitorie con il Comune, la stessa cosa dovrebbe valere per le ditte fornitrici o per le imprese chiamate a prestare sevizi per l’Ente.

Su quanto siamo riusciti a sapere non vogliamo, nello specifico, fare nessuna altra considerazione, ci fermiamo qua. Una questione delicata sulla quale qualcuno dovrà certo dare delle spiegazioni a quei genitori che, in questo caso, subiscono la mancanza di un servizio, a quei cittadini che pagano regolarmente e puntualmente le tasse e si vedono negati servizi e a quelli in difficoltà economiche che non potendo pagare una bolletta vengono sottoposti a “maltrattamenti” morali.

Quello che abbiamo registrato è un altro strafalcione, dopo quello di qualche giorno fa, degli Uffici del Comune di Mistretta. Quel tanto bistrattato Comune che garantisce, con gli stipendi che eroga, il sostentamento alle famiglie di tanti dipendenti e che, proprio per questo, andrebbe rispettato e amato, come una creatura preziosa per la collettività e la propria discendenza.  Uno strafalcione di una gravità inaccettabile, sul quale i Commissari, per quanto c’è dato sapere, non vogliono assolutamente passare sopra. Uno strafalcione che da un lato fa discutere e pensare ( parecchio), dall’altro fa indignare per la superficialità e l’approssimazione che riflette il lavoro di tanti, pagati con soldi pubblici, che con la loro sottocultura del lavoro paralizzano servizi importanti per la comunità.

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