Prima di raccontare la trama di un’altra puntata della “telenovela” che vede protagonista il primo cittadino di Galati Mamertino, Nino Baglio, il suo vice Vincenzo Amadore e l’assessore Andrea Carcione, impegnati nell’ardua impresa di riorganizzare la Giunta Municipale, dopo l’azzeramento della stessa e l’imbarazzante conclusione di ricomporla, con gli stessi soggetti, in seguito ad un vano e controverso tentativo di rinnovarla, volevamo soffermarci su un aspetto importante.

Nebrodi News fa informazione e segue da vicino tutto ciò che accade nel territorio nebroideo. Investiti da fatti o situazioni, che potrebbero costituire una notizia d’interesse collettivo, nella massima correttezza, anche in chiave ironica, approfondiamo ed informiamo i lettori, facendo sempre attenzione a non confondere i fatti con le opinioni, poiché sappiamo che da questo dipende la credibilità e l’affidabilità delle notizie che riportiamo.

Chi fa informazione ha il dovere di garantire e riportare fatti agli utenti. Fatti che devono essere identificati con precisione. Sul fenomeno dell’interpretazione degli stessi non abbiamo alcuna responsabilità. La nostra politica è quella di rasentare, quanto più possibile, il vero cercando ed evitare di assumere una posizione agnostica o relativista.

Che Galati vive una situazione politica a dir poco grottesca è fuor di dubbio. Come fuor di dubbio sono le continue sgrammaticature, dal punto di vista politico- gestionale della cosa Pubblica, da parte del sindaco Baglio che oramai sembra aver perso il controllo della situazione, ma che, nonostante tutto, cerca affannosamente di andare avanti, incoraggiato dai suoi due fedelissimi assessori Amadore e Carcione, i quali si sono auto-assegnati il compito di minimizzare una situazione drammatica, scaricando, all’occorrenza, le responsabilità sugli altri: consiglieri, ex assessori e addirittura su alcuni giornalisti di Nebrodi News.

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Un aspetto buffo, che ci ha fatto tanto ridere, l’abbiamo colto nella dichiarazione rilasciata dal primo cittadino galatese, alla collega Anna Franchina, relativamente alla crisi politica che sembra avere grosse difficoltà ad uscire da un’imbarazzante situazione di “impasse”, pubblicata ieri dalla Gazzetta del Sud. “Non ho colpe, io vado avanti fino al 2020” è l’affermazione di Baglio. La domanda sorge spontanea: chi avrebbe determinato allora tutto questo “sfascio”… di chi è la colpa…?

Non certo di Calogero Barone, che per motivi di lavoro ha dovuto rassegnare le proprie dimissioni da presidente del Consiglio comunale. Nemmeno dell’ex assessore Antonella Truglio, alla quale era stata addossata la responsabilità politica della crisi, perché in sede di rielezione del massimo rappresentante del Consiglio, in veste di consigliera, aveva deciso democraticamente e liberamente a chi dare il suo voto. Di Pino Drago, per essersi candidato a rivestire la carica di nuovo presidente del consiglio? No! Pino aveva tutto il diritto di scegliere e proporsi. Di Flavia Truglio, che da vice presidente legittimamente rivendicava e aspirava ad una carica più “importante”, come da accordo in campagna elettorale? No, nemmeno Flavia ha colpe. Come non hanno alcuna colpa nemmeno le signore di Sant’Agata e Capo D’Orlando che hanno respinto l’invito a ricoprire la carica di assessore, in quota rosa; come non ha colpe, di nuovo, Antonella Truglio che non ha accettato di essere ri-nominata assessore e i giornalisti di Nebrodi News, che non fanno altro che raccontare, sarcasticamente, quanto accade a Galati, sulla scorta di informazioni e approfondimenti svolti con cura e precisione scrupolosa.

La colpa, caro sindaco, è la sua. La crisi politica, a Galati, l’ha determinata la sua scarsa consistenza decisionale, la sua incapacità di gestione, che spesso la portavano a far affidamento alle brillantissime idee, seguendone le strategie politiche, dei suoi due uomini di fiducia. Lei, Sindaco, è una bravissima persona, ma ascoltando troppo gli altri si è lasciato sfuggire di mano la situazione ponendosi in una posizione dalla quale è diventato impossibile interpretare la realtà in modo corretto, poiché difficilmente, da tale posizione riesce a mantenere la mente lucida. Dal giorno delle dimissioni di Calogero Barone, lei, raramente è riuscito a conservare un’ obiettività nella lettura delle situazioni che attengono alla sfera politico-amministrativa. Da allora non è stato più in grado di analizzare la realtà, equamente, in tutti i suoi aspetti, di mettere in discussione convinzioni, certezze acquisite, opinioni, verità apparentemente incontrovertibili.

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Ciò nonostante, dal punto di vista umano, giustifichiamo la sua affermazione: “non ho colpe…”. La giustifichiamo, in virtù della molta intelligenza che lei, come ogni essere umano, pensa di avere e della poca che, sempre lei, come ogni essere umano, pensa possiedano gli altri. Convinzione che induce in errore, portando a pensare che quello che si fa è sempre giusto e quello che fanno gli altri è  sempre sbagliato. La invitiamo, per la prossima volta, a fare un esame più obbiettivo e attento prima di aprire bocca. Prima di fare affermazioni istintive, caro sindaco, le consigliamo di consultarsi con la sua coscienza e se proprio sente l’esigenza di dare ascolto a qualcuno, lo dia alla sua onestà intellettuale.