“Totale inadeguatezza dell’organizzazione”. E’ la conclusione a cui è arrivata la relazione dei cinque commissari regionali, Salvatore Scondotto, Francesca Di Guadio, Giuseppe Murolo, Roberto Virzì e infine Stefano Campo, sull’Asp di Messina, che ha portato all’avvio del procedimento di decadenza del direttore generale Paolo La Paglia, attualmente sospeso dalle funzioni. Le 28 le pagine del documento, pubblicato oggi da La Gazzetta del Sud nell’edizione cartacea, mostrano una fotografia drammatica sulla gestione della pandemia a Messina e in provincia.

Gli ispettori hanno concentrato la propria attività su cinque macrotemi: 1)Sorveglianza sanitaria e gestione contact tracing; 2) Attività laboratoristica; 3) Offerta ospedaliera; 4) Risorse umane; 5) Gestione della registrazione esiti tamponi e gestione rifiuti. Su tutti la “bocciatura” è stata netta. La relazione è stata consegnata il 24 dicembre, ad una settimana dall’incarico, tanto che gli ispettori mettono in evidenza “l’impossibilità a poter approfondire con maggior dettaglio alcuni argomenti”.

Ecco quanto emerso nelle conclusioni:

– il sistema di sorveglianza ISS viene alimentato con ritardo con risultati non adeguati in termini di qualità e completezza con dotazione ed organizzazione del personale non efficiente e orario di attività non continuativo specie nei fine settimana;

– appare disattesa in più punti quanto contenuto nella Circolare Assessoriale n. 2/2020 ed in particolare alla separazione e gestione per team delle varie fasi di presa in carico dei casi e dei contatti e al mancato utilizzo di strumenti di registrazione informatica raccomandati;

– non emerge alcuna programmazione e analisi del fabbisogno in materia di esecuzione dei tamponi e carenza nei controlli di qualità nei confronti dei laboratori privati affidatari, fra l’altro dell’esecuzione dei tamponi per l’ASP di Messina;

– la piattaforma Gecos sulla disponibilità di posti letto Covid, viene alimentata saltuariamente disattendendo le direttive assessoriali;

– non si evince attività propulsiva a utilizzare strumenti rapidi che le direttive assessoriali suggerivano per colmare i gap di organico per rispettare la programmazione regionale in termini di attivazione di posti letto.

– non sempre si rinvengono efficaci attività propedeutiche al potenziamento e reclutamento di personale dall’esterno per fronteggiare adeguatamente l’emergenza epidemiologica e le attività di monitoraggio e tracciamento proprie del dipartimento di prevenzione.

– non vengono registrati i dati sui tamponi effettuati sulla piattaforma qualitasiciliassr, in totale violazione della Direttiva 40933/2020;

– è emerso un grave problema di sbilanciamento domanda/offerta relativamente al servizio di raccolta utenze e rifiuti che si caratterizza per il sottodimensionamento del servizio fornito dalla ditta specializzata rispetto alle reali esigenze della popolazione di soggetti positivi”.