Il Soccorso alpino della Guardia di Finanza, Vigili del fuoco, Carabinieri, Polizia, Protezione civile, agenti del Corpo Forestale, uomini del contingente stagionale antincendio, oramai da giorni battono, palmo a palmo, l’area nei pressi dell’autostrada A20 dove è stata vista l’ultima volta Viviana Parisi viva, la donna di 43 anni trovata morta sabato pomeriggio nelle campagne nei dintorni di Caronia. Tutti impegnati per ritrovare il piccolo Gioele Mondello, il figlio di 4 anni.

Questa mattina nel ‘campo base’ della stazione di servizio Ip di Marina di Caronia, dove si sono sistemati i mezzi dei Vigili del fuoco, per il decimo giorno consecutivo, una ottantina di uomini si è rimessa al lavoro. Oggi le ricerche si sono concentrate nei pressi dell’autostrada Messina – Palermo e verso le campagne attorno alla zona in cui è stato ritrovato il cadavere della donna. I ricercatori si spingeranno oltre l’area antistante al traliccio, oramai setacciata e bonificata in ogni centimetro quadrato.

Intanto si attendono gli esiti dell’autopsia. “Abbiamo effettuato esame tossicologico, istologico e genetico insieme ad altri che andranno considerati in maniera comparata – spiega Elvira Ventura Spagnolo, medico legale che ha eseguito l’autopsia sul corpo della 43enne. Anche per la causalità della morte, non è ancora possibile stabilire quale sia stato il meccanismo che ha condotto al decesso proprio per l’avanzato stato di decomposizione che non permette di valutare se gli organi interni abbiano subito traumi, con conseguente disancoraggio dalle strutture portanti”. 

Se dall’autopsia emergesse che la deejay sia stata uccisa, cosa che al momento meno probabile, ma non esclusa, il bimbo potrebbe essere stato portato via. A quel punto bisognerebbe ricercare altri indizi ed ampliare le ricerche altrove. Ma se Viviana Parisi si fosse uccisa, quella che sembrerebbe essere l’ipotesi più plausibile per gli inquirenti, poichè le fratture e le ecchimosi riscontrate dall’autopsia sembrano compatibili con una caduta dall’alto, ad esempio dal traliccio nei pressi del quale è stata ritrovata Viviana, allora le ricerche proseguiranno nell’area di circa 500 ettari circoscritta dagli esperti. Sta di fatto che più passa il tempo e più le speranze di trovare sano e salvo il piccolo si affievoliscono sempre di più.

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