“I fondi vengono gestiti direttamente e in modo autonomo dagli organismi della Consulta dei Nebrodi per il tramite dell’economato comunale. Nessuna responsabilità può quindi essere addebitata agli uffici comunali in quanto, come detto, la gestione dei fondi spetta alla Consulta stessa”. 

Il Comune di Capo d’Orlando prende posizione sul caso dei rimborsi all’ex presidente della Consulta dei Nebrodi, Alessandro Magistro. La vicenda era stata sollevata dal nostro giornale qualche giorno fa, quando abbiamo raccontato in un articolo che il neo presidente dell’organismo giovanile nebroideo, Salvatore Gusmano, attraverso un legale, aveva inviato all’Ente capofila della Consulta una lettera per disconoscere un documento dell’ex presidente Magistro, che assegnava allo stesso 3.400 euro di “spese sostenute per conto della Consulta dei Nebrodi nel periodo 2018/2020”. L’ex presidente Magistro aveva replicato con una nota stampa (che potete leggere qui).

Contattato dal nostro giornale il sindaco Franco Ingrillì ha commentato che “com’è noto, Capo d’Orlando è Comune capofila della Consulta dei Nebrodi, organismo consultivo e propositivo che unisce diversi centri del comprensorio sui temi della legalità, del lavoro, delle politiche giovanili, dello sport e del turismo.

Sin dalla sua costituzione, nel febbraio 2018, il Comune di Capo d’Orlando ha sostenuto le iniziative della Consulta nella ferrea convinzione di assecondare un percorso di confronto e di crescita culturale insieme ai giovani che ne fanno parte, oltre che di stimolare e favorire la partecipazione dei ragazzi alla vita sociale e politica.

In questa direzione si deve leggere l’attività svolta dal Comune di Capo d’Orlando che si è fatto carico di ricevere i contributi economici destinati dalle diverse Amministrazioni che hanno aderito alla Consulta e che sono finalizzati al funzionamento dello stesso organismo oltre che al perseguimento gli obiettivi statutari.

I fondi vengono gestiti direttamente e in modo autonomo dagli organismi della Consulta dei Nebrodi per il tramite dell’economato comunale. Nessuna responsabilità può quindi essere addebitata agli uffici comunali in quanto, come detto, la gestione dei fondi spetta alla Consulta stessa“.

Insomma per l’amministrazione Ingrillì la questione non è di loro competenza e la palla ripassa adesso alla Consulta.

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