Sono 30 mila le persone rientrate in Sicilia dal Nord dopo che il premier Conte ha dichiarato l’Italia “zona protetta” a causa del coronavirus. Lo ha detto qualche giorno fa a Messina l’assessore alla SaluteRuggero Razza. Proprio per questo motivo il presidente Nello Musumeci, oltre al recepimento del decreto del presidente del Consiglio dei ministri dello scorso 11 marzo, ha inserito nuove misure restrittive per contenere il contagio sul territorio regionale.

Una di queste riguarda l’ulteriore stretta per l’ingresso di persone. Infatti i residenti o domiciliati nell’Isola che vi facciano rientro da altre regioni, o dall’estero, devono comunicare tale circostanza al Comune, all’Asp competente per territorio, nonché al proprio medico, con obbligo di quarantena domiciliare per due settimane, con divieto di contatti sociali, spostamento e viaggi.

Proprio a seguito di questa nuova misura i Comuni dei Nebrodi hanno avviato i controlli. Vediamo nel dettaglio quante persone, provenienti da altre regioni d’Italia, hanno comunicato il rientro e, al momento, si trovano in quarantena presso la propria abitazione. I numeri non tengono conto della quarantena volontaria alla quale si sono sottoposte le famiglie degli interessati. Molte di queste famiglie sono state obbligate alla quarantena da specifiche ordinanze sindacali.

Acquedolci 52,

San Teodoro 13,

Alcara Li Fusi 12,

Cesarò 25,

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San Fratello 15,

Militello Rosmarino 1,

Torrenova 29,

Piraino 47,

Castell’Umberto 33,

Tortorici 12,

Sant’Angelo di Brolo 30,

Caronia 12,

Mistretta 50,

Tusa 28,

Castel di Lucio 6,

Reitano 2,

Pettineo 5,

Capizzi 21,

Motta D’Affermo 3,

Longi 16,

Galati Mamertino 23,

Brolo 30,

Ucria 11,

Santo Stefano di Camastra 40,

Naso 30,

Sant’Agata di Militello 35,

San Marco D’Alunzio 56,

Santa Domenica di Vittoria 15

Troina 45

Caprileone 32

San Salvatore di Fitalia, 16

Frazzanò, 3

Nessuno di questi soggetti risulta, dalle informazioni rese dai sindaci, positivo al covid19.