Il sito archeologico di Largo Progresso, nella piazza antistante la Chiesa di San Vincenzo a Mistretta, verrà insabbiato ed il piazzale ripavimentato e restituito alla libera fruizione dei cittadini.

Lo hanno stabilito i funzionari dell’Ufficio tecnico del Comune di Mistretta di concerto con la Soprintendenza per i beni Culturali di Messina, formata dalla dottoressa Ollà e dagli architetti Burgio e Natoli.

Stamattina, durante un sopralluogo nell’area sottoposta a vincolo da parte della competente Sezione Archeologica della Soprintendenza Beni Culturali ed Ambientali della Città dello Stretto, per via dei ritrovamenti, nel settembre 2017, di frammenti umani e resti di una piccola città risalente all’epoca romana, si è ufficialmente deciso di ricoprire lo scavo preservandolo dagli agenti atmosferici che imperversano nonostante la precaria copertura.

L’Ufficio tecnico comunale e Sovrintendenza hanno dunque concorto che lo scavo, sotto la direzione dell’archeologo, verrà rivestito con dei teli speciali e riempito con una colata di brecciolino sulla quale verrà fatta una solettina da pavimentare.

La piazza torna nella disponibilità dei residenti che in passato, prima che gli scavi venissero riparati con l’attuale copertura in lamiere, più volte vennero inondati d’acqua piovana la quale, infiltratasi attraverso il terreno, per capillarità, arrivò fino in qualche abitazione a valle degli scavi, causando non pochi disagi agli abitanti.

All’epoca ci occupammo della problematica a seguito della quale intervenne il Servizio Soprintendenza per i beni Culturali di Messina con una nota formale indirizzata all’allora sindaco del Comune di Mistretta avvisandolo che “qualora saranno segnalate nuove infiltrazioni di acqua nell’area di scavo, la Sovrintendenza sarà costretta ad ordinare all’Amministrazione la colmatura dell’area di scavo per la tutela dei resti antichi”.

Qualche mese dopo l’allora primo cittadino, a mezzo stampa, informava la cittadinanza su un’immediata esecuzione di lavori per la realizzazione di una copertura a seguito dello stanziamento di somme: circa 100 mila euro. Una fesseria eclatante che noi, all’epoca dei fatti, abbiamo svelato ed ampiamente documentato.

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