Con l’ultimo atto deliberativo, la Commissione Straordinaria del Comune di Mistretta fa propri alcuni rilievi marginali mossi ai bandi per l’assegnazione dei fondi rustici dall’Ordinanza del TAR Sicilia sezione di Catania del 09.03.2020, che, nella sostanza, conferma la legittimità dell’operato della stessa Commissione.

L’Organo prefettizio va quindi avanti nelle procedure di assegnazione avviate e, nel contempo, prende atto della ricognizione fatta dal Commissario per la liquidazione degli usi civici del 27.02.2020. Pertanto, la Commissione autorizza, da un lato, il responsabile dell’Area Finanziaria di procedere all’esame delle istanze presentate sui tre bandi pubblicati, alla loro istruttoria e alla formazione delle graduatorie di aggiudicazione e, dall’altro, dà mandato al responsabile dell’Area Tecnica di esaminare e di proporre eventuali modifiche ed integrazione alla ricognizione degli usi civici sui fondi di proprietà comunale e di individuare altre forme di godimento in favore della comunità per i fondi non ancora messi a bando.

L’attenta lettura delle premesse alla delibera consente di meglio comprendere le ragioni che hanno indotto la Commissione Straordinaria a proseguire l’iter avviato. “Si ribadisce che uno dei motivi per i quali gli organi elettivi del Comune di Mistretta sono stati sciolti con DPR del 26.03.2019, poco più di un anno fa, era proprio quello connesso alle gravi irregolarità e alla “mala gestio” del cospicuo patrimonio immobiliare del Comune, riscontrate dalla Commissione nominata dal Prefetto di Messina che per sei mesi ha verificato gli atti deliberativi compiuti dagli amministratori amastratini. Alla Commissione Straordinaria è stato conferito il mandato di rimuovere un sistema gestionale non in linea con il vigente quadro normativo e fonte di danni per il Comune.”

Per questa ragione la Commissione si è messa subito a lavoro, in primo luogo, per determinare il regime giuridico e domenicale dei terreni di proprietà comunale. E’ emerso nell’inventario del Comune, redatto sin dal 1994, che i terreni comunali risultano patrimonio disponibile dell’Ente. La Commissione non ha rinvenuto agli atti titoli costitutivi di usi civici sui detti fondi, che per decenni sono stati sempre concessi da tutti gli amministratori amastratini che si sono succeduti attraverso attività negoziale di diritto privato e con contatti agrari di cui alla legge n. 203/1982.

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Il Consiglio Comunale della disciolta amministrazione, con deliberazione n. 6 del 03.02.2017 aveva approvato il regolamento per l’affitto dei fondi rustici di proprietà comunale, delibera poi revocata dalla Commissione, il quale non contemplava la sussistenza di usi civici. Fatta la ricognizione dei terreni comunali, la Commissione ha adottato gli atti propedeutici all’assegnazione dei fondi, in un quadro di regole ispirate al buon andamento dell’amministrazione pubblica, al fine di tutelare in pienezza i legittimi diritti della comunità amastratina, al duplice fine di assicurare una entrata alle casse comunali e nello stesso tempo consentire alle aziende agricole di beneficiare dei terreni comunali; ciò nel rispetto del principio della continuità degli atti amministrativi.

Ad ogni buon conto, la Commissione ha richiesto al Commissario regionale per la liquidazione degli usi civici con nota del 03.09.2019 di reperire eventuali titoli costitutivi di usi civici su detti terreni, di cui non vi era traccia agli atti del Comune e che mai, fino ad allora, alcun cives aveva fatto valere. Avviati i bandi sono stati presentati dei ricorsi al Tar e al Presidente della Regione Siciliana. E’ stato instaurato un procedimento amministrativo ancora pendente, nel quale è stata emessa la suddetta Ordinanza cautelare del 09.03.2020. A questo punto, la Commissione ha chiesto un parere legale, nel quale si evidenzia che il TAR non ha accolto la richiesta di sospensione delle gare voluta dai ricorrenti, ma si è limitato a pronunciare una sospensione di sole tre clausole del bando e ha indicato la soluzione amministrativa per riportare i bandi nel solco della piena legittimità.

Pertanto, con la deliberazione, la Commissione Straordinaria afferma di aver restituito legittimità ai bandi, ottemperando alla decisione del giudice amministrativo. Per quanto riguarda invece la questione degli usi civici, nella delibera si prende atto che il Commissario regionale si è limitato a depositare la relazione e gli allegati redatti dall’istruttore, ma tuttavia non si rinvengono atti costituitivi degli usi civici sui terreni comunali. Si tratta ancora di una relazione ricognitoria, intervenuta a procedura di assegnazione dei fondi in corso, sulla quale sia il Comune, come pure i privati interessati dovranno far pervenire rilievi.

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Con questa deliberazione, stante così le cose, sembrerebbe che la Commissione in questi mesi abbia svolto un encomiabile sforzo volto a superare le criticità emerse nell’attività ispettiva condotta dalla Commissione del Prefetto, le cui conclusioni hanno condotto allo scioglimento degli organi elettivi del Comune. L’azione dei Commissari, emerge dal deliberato, sembra essere stata ispirata unicamente dalla volontà di valorizzare il cospicuo patrimonio comunale e dall’altro di garantire all’iter di assegnazione dei fondi il rispetto dei principi di trasparenza e legalità. Tuttavia le deliberazioni della Commissione adottate in questi mesi hanno incontrato la disapprovazione di alcune categorie che con diversi atti, e con ogni mezzo, hanno contrastato l’iter di assegnazione dei fondi.

Dopo un anno di lavoro e a pochi mesi dalla conclusione del periodo di commissariamento del Comune, ancora i fondi non sono stati assegnati. Il danno è evidente per tutta la comunità amastratina e per tutti coloro che hanno in questi mesi atteso invano di poter riottenere la disponibilità del fondi per il benessere e la sopravvivenza delle loro aziende agro zootecniche che a maggior ragione oggi per effetto della crisi economica generata dalla pandemia da Covid 19 non hanno più risorse adeguate per alimentare le mandrie e sono privi dei pascoli primaverili offerti dai 4000 ettari di terreni di proprietà comunali.

Per questo si rischia una crisi nella crisi che avrà effetti sociali ed economici devastanti nelle prossime settimane per le comunità sia di Mistretta e sia di Castel di Lucio che da tempo immemorabile detengono una parte del territorio del Comune di Mistretta. Molti allevatori confidano nella rapida conclusione dell’iter e auspicano che la Commissione consenta temporaneamente il pascolo delle erbe ai precedenti affittuari nelle more che si arrivi alla nuova aggiudicazione.