Non si spengono le polemiche sul caso dei rimborsi all’ex presidente della Consulta dei Nebrodi, Alessandro Magistro. La vicenda, raccontata dal nostro giornale, e dopo le dichiarazioni di Magistro, si arricchisce adesso di altri capitoli.

Il Comune di Capo d’Orlando aveva ricevuto dal neo presidente dell’organismo giovanile nebroideo, Salvatore Gusmano, attraverso un legale, essendo Ente capofila della Consulta, una lettera per disconoscere un documento dell’ex presidente Magistro, che assegnava allo stesso 3.400 euro di “spese sostenute per conto della Consulta dei Nebrodi nel periodo 2018/2020”. L’Ente palatino ha risposto affermando che “i fondi vengono gestiti direttamente e in modo autonomo dagli organismi della Consulta dei Nebrodi per il tramite dell’economato comunale. Nessuna responsabilità può quindi essere addebitata agli uffici comunali in quanto, come detto, la gestione dei fondi spetta alla Consulta stessa” (trovate qui l’intera replica). 

Ma il presidente della Consulta, Salvatore Gusmano,  non ci sta, e contattato dal nostro giornale, ha deciso di controreplicare smentendo il Comune di Capo d’Orlando:

“Purtroppo non posso che smentire ciò che ha dichiarato il Sindaco del Comune di Capo d’Orlando (Franco Ingrillì ndr) e non capisco il perché si debba fare a scarica barile quando tutta la verità è rappresentata. Io sono sempre stato trasparente e sincero e forse proprio per questo motivo tendo ad essere una persona scomoda agli occhi istituzionali, visto il sistema politico che ci rappresenta.

Ma andiamo con ordine. Il Sindaco dichiara che i “fondi vengono gestiti autonomamente dalla Consulta stessa”. Questa affermazione non può che essere falsa perché la Consulta dei Nebrodi è nata nel Gennaio 2018, dopo l’approvazione in giunta proprio nel Comune di Capo d’Orlando, quindi la giunta comunale ha approvato una schema di statuto e successivamente si è redatto il primo statuto da parte dei fondatori della Consulta. Già da qui si può apprendere che la Consulta non ha nessuna valenza giuridica e nessuna forma giuridica. Successivamente, dichiara che i fondi degli altri comuni transitano attraverso il Comune di Capo d’Orlando. Questa è un affermazione vera che però si contrappone a quanto dichiarato prima. Proprio per questo motivo con i soldi nelle casse comunali, come potrebbe mai fare la Consulta ad autogestirsi? Come potrebbe prendere questi soldi se nell’istituzione comunale nel momento in cui si approva una schema di statuto si dovrebbe avere una voce contabile per la Consulta all’interno del bilancio comunale!?

Capisco che il sindaco stia difendendo i propri uffici ed è sacrosanto, ma i documenti da cui sono stati successivamente esborsati i soldi sono firmati dagli uffici preposti comunali e non dagli organismi della consulta. Esistono due Statuti della Consulta dei Nebrodi, il primo che è quello vecchio, nato dopo l’approvazione in giunta dello schema di statuto e quindi dall’istituzione della consulta stessa, e mi permetto di dire che era scritto con i piedi ma anche lì era facilmente comprensibile, che non c’era nessuna forma giuridica attribuibile alla Consulta. Il secondo è stato modificato proprio da me dopo essermi insediato ed è stato approvato in assemblea della Consulta in data 12 novembre 2020.

Proprio lo Statuto per essere rappresentato ha bisogno dell’approvazione del consiglio comunale del comune capofila e successivamente di tutti i consigli comunali dei comuni aderenti, questa altra piccola postilla fa ulteriormente capire che la Consulta non ha nessuna autonomia e che quindi dipende dall’istituzione comunale. In ogni caso lo statuto approvato in assemblea in data 12/11/2020 non è ancora stato portato in Consiglio comunale per l’approvazione e credo che di Consigli comunali ce ne siano stati da Novembre ad oggi.

Tutte queste dichiarazioni sono confermate da documenti pubblici visionabili. Io consiglieri al Sindaco di ritrattare le sue considerazioni a riguardo questi eventi, anche perché già alcuni sindaci dei comuni aderenti, che hanno versato le quote annuali, iniziano a chiedere delucidazioni sulle somme spese e soprattutto non possiamo dimenticare i consiglieri di minoranza che mi hanno già contattato.

Purtroppo è stato presentato un documento dall’ex presidente (Magistro ndr)  e nello stesso tempo è stato autorizzato da qualcuno degli uffici del comune, altrimenti non avrebbe ricevuto la somma, il rimborso è stato interamente pagato e noi della Consulta ci ritroviamo a dover combattere contro tutti per far luce sulla vicenda. Tutto ciò, oltre che spiacevole, fa venire tanta tristezza sull’amministrazione della cosa pubblica”. 

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