“Alla fine la notizia blindata della notifica del decreto ingiuntivo di 7,5 milioni da parte dell’ATO è venuta fuori! Nel merito posso solo dire che la vicenda è molto insidiosa, il decreto ingiuntivo, altro che tegola. È un vero macigno che si abbatte sulla nostra cittadina”.

Nunziatina Starvaggi, consigliera comunale di Italia Viva al Comune di Sant’Agata Militello, in una nota stampa, attacca duramente l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Bruno Mancuso, sulla vicenda del decreto ingiuntivo di 7,5 milioni, che l’ATO Messina 1 ha inviato al Comune.

E ciò soprattutto in quanto l’attuale amministrazione ha deciso di dichiarare il pre-dissesto (piano di riequilibrio ventennale), nonostante ciò non fosse necessario e la minoranza Consiliare l’aveva messa in guardia delle insidie cui si andava in contro, cominciando con la stabilizzazione dei precari (Sant’Agata è uno dei pochi comuni che non ha portato a compimento la stabilizzazione, proprio a causa dell’infausta presentazione del Piano di Riequilibrio). Posso capire il tentativo maldestro di tranquillizzare i cittadini ed anche i consiglieri di maggioranza, che nonostante fossero stati informati dalla sottoscritta, in sede di discussione consiliare, del debito nei confronti dell’AtoMe1, hanno appoggiato totalmente la scelta dell’Assessore Scurria, approvando il bilancio di previsione senza l’inserimento di questi debiti potenziali nel bilancio che ha portato alla presentazione del Piano di riequilibrio con accesso al Fondo di rotazione.

Quello che veramente mi lascia senza parole è il tentativo di caricare su terzi la responsabilità politica in tema di AtoMe1. Il Sindaco, invece di continuare a stare zitto sulla vicenda, è intervenuto con un’intervista assai infelice. Tra cose dette e non dette, ha ritenuto di dover fare, anche lui, riferimento alla deliberazione n.151 del 05/12/2014 della Giunta Sottile.

Però, contrariamente a quanto da lui affermato, non risulta vero che tale delibera non fa riferimento al credito che l’Ato ritiene di vantare nei confronti del Comune e posto a fondamento del decreto ingiuntivo. L’Assessore Scurria e i suoi “adepti”, con lo strumentale richiamo alla delibera della Giunta Sottile, hanno provato a creare confusione, ingenerando dubbi sul periodo in cui si era formato il presunto debito reclamato dall’ATO.

Per questo mi corre l’obbligo di chiarire che i debiti di cui al Decreto ingiuntivo in parola si riferiscono agli anni 2005, 2006, 2007 e 2008, periodo in cui il Sindaco di Sant’Agata era Mancuso. Per cui non credo proprio che di questa vicenda l’attuale sindaco possa limitarsi a fare riferimento, esclusivamente, su quanto riportato nella delibera della “Giunta Sottile”, sopra menzionata, anche perché contrariamente a quanto lui afferma (nella stessa intervista) non è vero che, nella delibera del 2014, di quel preteso debito “non c’è traccia”, lo stesso risultava solo controverso. Ed in quanto tale andava quantomeno menzionato nel piano di riequilibrio.

Avrei evitato di ritornare su tale questione, essendo già intervenuti sulla problematica l’ex Sindaco Sottile, ed il consigliere Puleo (facente parte della Giunta Sottile), ma avendo constatato che si era generata confusione sul periodo di riferimento del debito e/o su un qualche ruolo nella vicenda da parte della precedente amministrazione, ho ritenuto necessario, per amore della verità, approfondire la questione, e fare le dovute precisazioni.

(Confronta delibera n.151 del 05/12/2014, dalla quale si può vedere che la stessa riporta la ricostruzione operata dagli uffici nel 2014 rispetto alle pregresse partite di dare/avere tra ATO e il Comune. In particolare dalla ricognizione degli uffici e dalle scritture contabili dell’Ato risultano:

1) crediti dell’ATO nei confronti del comune, non contestati ma che potevano essere portati in compensazione rispetto a crediti che il Comune vantava nei confronti dell’ATO;

2) un ulteriore debito reclamato dall’ATO, relativo alla compartecipazione ai costi di servizi gestione per gli anni 2007, 2008, la c.d. “sottofatturazione”, inserita solo nel Bilancio dell’ATO e, mancando di un idoneo atto amministrativo, non inserita nel bilancio comunale, per cui non poteva essere oggetto di compensazioni in quanto mancante dei requisiti della certezza e dell’esigibilità, trattandosi di un debito in contestazione;

3) un’ulteriore partita debitoria, la “sottofatturazione” degli anni 2005 e 2006, per la quale l’Ato richiedeva, al fine della liberazione del Comune, un intervento della Regione che accettasse che l’obbligazione di restituzione per il corrispondente importo del fondo di rotazione venisse imputata esclusivamente al Comune e non invece all’ATO, con impegno del Comune di rimettere la somma alla società d’ambito che aveva ricevuto il prestito).

Mancuso dichiara nell’intervista che per le “sottofatturazioni” 2005 e 2006 nessuna somma è dovuta dal Comune, in quanto lo stesso avrebbe provveduto al pagamento direttamente nei confronti della regione del relativo importo L’ATO però vuole una conferma dalla Regione di questo adempimento da parte del Comune, in mancanza del quale pare abbia inserito tale somma nel ricorso per decreto ingiuntivo.

Pertanto, auspico che nei prossimi giorni gli uffici e/o lo stesso Sindaco possano fornire adeguata documentazione, che attesti l’avvenuto estensione del predetto debito assunto nei confronti della Regione da parte del Comune di Sant’Agata.

Inoltre nell’intervista il Sindaco Mancuso ha dichiarato che per le sottofatturazioni 2007 e 2008 della TIA, l’ATO non è stato autorizzato da nessuno, per cui credo che al fine di dirimere la controversia sia necessario prima di ogni cosa verificare tale circostanza.

Certamente, la sottoscritta, quale consigliere comunale di minoranza, istituzionalmente impegnata nella propria attività di vigilanza e controllo dell’attività dell’Amministrazione, non potrà che continuare ad occuparsi della vicenda, non avendo alcuna intenzione di abdicare al mandato ricevuto dai cittadini santagatesi.

In questa ottica la problematica della notifica del Decreto Ingiuntivo ATO, grazie alla nostra mozione, verrà dibattuta in consiglio. Discutere su come meglio affrontare una questione di tale rilevanza credo che sia per noi un atto dovuto nei confronti dei cittadini”.

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