Morte di Mario Turrisi, nesso di causalità tra AstraZeneca e decesso


C’è un nesso causale tra le somministrazione del vaccino AstraZeneca e la morte dell’avvocato 45enne di Tusa, Mario Turrisi. Lo conferma la perizia dei consulenti nominati dalla Procura di Messina dalla quale si evince come la causalità rappresenti l’elemento che “lega” l’evento dannoso, ossia la morte del giovane avvocato e la somministrazione del vaccino, essendo la prima conseguenza della seconda.

Sono altissime, dunque, le probabilità che il 9 aprile 2021 Mario Turrisi sia morto a causa della somministrazione di AstraZeneca, il siero anti Covid con il quale l’avvocato tusano era stato vaccinato, all’ospedale di Mistretta, il 12 marzo 2021 (28 giorni prima) nell’ambito della campagna vaccinale dedicata ad alcune categorie professionali, tra cui appunto magistrati e avvocati.

L’emorragia cerebrale, che aveva interessato Mario Turrisi il 4 aprile 2021 (giorno di Pasqua) prima che lo stesso venisse trasferito al Policlinico di Messina, era stata causata da un’importante trombosi della vena giugulare e dei seni venosi, facendo, sin da subito, cadere sospetti sulla somministrazione del vaccino anti-Covid AstraZeneca, tanto da indurre la direzione del Policlinico ad attivare le previste segnalazioni nell’ambito delle procedure di farmacovigilanza verso Aifa.

La morte del Turrisi – secondo quanto relazionano gli esperti all’esito dell’esame autoptico, in ordine all’incarico ricevuto dal Tribunale – “è stata determinata da un arresto cardio circolatorio e respiratorio da trombo-embolia venosa dei vasi del collo e del circolo cerebrale con danno infartuale emorragico.” Lo specialista in medicina legale, coadiuvato dagli specialisti in malattie infettive e in anatomia patologica, ha escluso la sussistenza di ulteriori cause patogenetiche o di disordini immunitari e/o infezioni e profili di responsabilità colposa a carico dei sanitari intervenuti nella vicenda, spiegando, in merito alla genesi di tale quadro patologico ed alla possibile correlazione causale con la somministrazione del vaccino AstraZeneca, “che il quadro clinico della trombocitopenia, (la carenza di piastrine nel sangue, che aumenta il rischio di sanguinamento) e delle complicanze trombolitiche, risulta assai simile alle sindromi indotta da eparina, nelle quali il farmaco si combina con una proteina prodotta dalle piastrine denominata fattore piastrinico 4 (PF4) a formare un complesso… che attiverebbe le piastrine, scatenandone l’aggregazione con conseguente diminuzione del loro numero”

Il decesso dell’avvocato Turrisi è in relazione eziologica con la somministrazione del vaccino AstraZeneca avvenuta all’ospedale di Mistretta in data 12 marzo 2021. A causare la morte dell’avvocato tusano, quasi certamente, è stato il siero anti Covid. Ciò nonostante i sostituti procuratori, Federica Rende e Roberto Conte, hanno formalmente chiesto al Giudice per le indagini preliminari, l’archiviazione del procedimento.

La famiglia Turrisi non ci sta e ha dato incarico ai propri legali, gli avvocati Angelo Tudisca e Assunta Costanza, di procedere con l’opposizione all’assurda richiesta di archiviazione emessa dalla Procura della Repubblica di Messina, stante che – come abbiamo avuto modo di spiegare – il collegio peritale nominato dalla stessa Procura, abbia certificato che “vi è il nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino AstraZeneca ed il decesso dell’avvocato Mario Turrisi.”  

I legali della madre e della sorella dello sfortunato avvocato hanno già provveduto a depositare l’atto di opposizione con il quale chiedono, esplicitamente, di ordinare l’iscrizione nel registro delle notizie di reato del legale rappresentante della società produttrice del vaccino “Covid-19 vaccino AstraZaneca” e dell’Amministratore delegato di AstraZeneca Italia S.p.A. e di ogni altro soggetto ritenuto responsabile, avendo dimostrato che alla data della somministrazione del vaccino gli stessi fossero consapevoli che potessero verificarsi delle complicanze trombotiche, con prevalente interessamento delle strutture vascolari e del circolo celebrale e trombocitopenia nei soggetti ai quali venisse somministrato il vaccino.

Nell’atto di opposizione, infatti, è stata richiamata numerosa letteratura medica che dimostra che le reazioni avverse analoghe a quella patita dall’avvocato Mario Turrisi fossero indubbiamente già note alla data in cui gli fu somministrato il vaccino, 12 marzo 2021, e che, invece, non erano stati inseriti nelle note informative, rendendo il consenso del soggetto alla vaccinazione non compiutamente valido perché carente di una completa informazione.

“Esistono, palesemente, delle responsabilità penali del produttore del vaccino ma anche delle autorità che ne hanno autorizzato la somministrazione – affermano i legali Tudisca e Costanza. È necessario indagare se i protocolli di sperimentazione eseguiti dalla casa farmaceutica, che ha prodotto il vaccino Astrazeneca, siano stati condotti in maniera corretta. e se quanto accaduto a Mario Turrisi, ma anche a Davide Villa, ad Augusta Turiaco e Guzzo Zelia fosse evitabile”.

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