Processo Camelot, Pd Sant’Agata chiede le dimissioni di Mancuso


Il Partito Democratico di Sant’Agata Militello, nella riunione svoltasi ieri del coordinamento cittadino, convocata dal segretario Vincenzo Canonico, è tornato ad occuparsi della sentenza del Tribunale di Patti relativa all’operazione Camelot, anche per fare chiarezza dopo gli articoli di stampa sulle motivazioni depositate dal Tribunale, che hanno omesso di dare la dovuta rilevanza ad alcune parti della motivazione deposita dal Collegio nei giorni scorsi e liquidato frettolosamente una vicenda giudiziaria che ha segnato la storia politica, sociale ed economica dei Nebrodi, ambientata tra gli uffici tecnici di diversi Comuni, con in testa Sant’Agata Militello e Rocca di Caprileone.

Riportiamo di seguito il comunicato stampa integrale dei democratici santagatesi:

La stampa è tornata ad enfatizzate l’assoluzione di Mancuso, affermando che “Dalle 93 pagine di motivazioni del processo di primo grado emerge che non c’è alcun elemento probatorio tale da portare alla condanna del sindaco di Sant’Agata Militello Bruno Mancuso”.

In realtà nella motivazione della sentenza il Tribunale dedica poche righe alla posizione di Mancuso, limitandosi ad affermare “Se le considerazioni testé riportate non lasciano dubbi in ordine all’esistenza di un accordo associativo tra i tecnici comunali e in ordine ai ruolo di organizzatore del CONTIGUGLIA, lo stesso non può essere affermato con riferimento al sindaco MANCUSO, non essendo emersi dalle intercettazioni, elementi probatori tali da poter affermare la sua qualità di promotore del sodalizio. Nei confronti del MANCUSO, pertanto, dev’essere pronunciata una sentenza assolutoria per insussistenza del fatto”. Mancuso quindi viene assolto dall’associazione a delinquere per insussistenza del fatto, ma il fatto dell’associazione a delinquere sotto la seconda sindacatura Mancuso è stato accertato, per cui lui non può non rispondervi politicamente.

Poi la sentenza ripercorrere minuziosamente i numerosi riscontri della sussistenza dell’assoluzione a delinquere e da uno spaccato della Cosa Pubblica, sotto la seconda Amministrazione Mancuso, che fa venire i brividi.   

La Corte afferma che “alla luce di quanto riportato nell’ambito della ricostruzione del fatto (vd. Sub 2.3 della motivazione), grazie alle risultanze delle intercettazioni e dei riscontri documentali, che nessun teste è stato in grado di contraddire, è possibile affermare, oltre ogni ragionevole dubbio, la sussistenza, tra i funzionari dell’ufficio tecnico del Comune di Sant’Agata Miiitello, di un sodalizio criminoso stabile inquadrabile all’interno della fattispecie ex art. 416 c.p., al vertice del quale agiva il CONTIGUGLIA, che, grazie al suo ruolo e alle sue abilità, impartiva le direttive interne, reperiva finanziamenti e professionisti esterni e gestiva i rapporti con il sindaco MANCUSO”.

Ed ancora continuano i Giudici, “I finanziamenti venivano perseguiti in quanto tali, per consentire vantaggi economici indebiti e gratificazioni ai singoli associati e non già per soddisfare reali esigenze del Comune …. Per raggiungere tale obiettivo gli associati, su precise disposizioni del CONTIGUGLIA, non esitavano a commettere reati, finalizzati a superare qualsiasi ostacolo frapposto, come i numerosi delitti di falso, dei quali si è dato ampiamente conto. Per incrementare i finanziamenti, inoltre, il sodalizio adottava un preciso programma criminoso, funzionale alla commissione di una serie indeterminata di delitti. Ci si riferisce, in particolare, al coinvolgimento di professionisti esterni, che senza averne alcun titolo, collaboravano con l’ufficio tecnico, ponendo in essere attività tecniche o amministrative in luogo dei dipendenti comunali, e che successivamente venivano ricompensati mediante procedure di gara fittizie”.

I cittadini devono sapere che sotto la seconda Amministrazione Mancuso si è assistito ad uno sperpero di denaro pubblico e si è persa l’occasione di intercettare risorse per rilanciare il territorio, risultando, l’immane sforzo del Sindaco Mancuso volto ad aggregare ben 32 sindaci, finalizzato a perseguire finanziamenti che in parte sono stati poi revocati e che sono serviti alla politica ma non alle comunità, ai progettisti ma non ad una reale crescita dell’occupazione e delle infrastrutture.

Non è rimasta traccia tangibile di quell’epoca e dei tanto sbandierati finanziamenti, che però hanno contributo alla carriera politica di Mancuso che è stato nominato da Berlusconi Senatore della Repubblica, seppure anche di tale incarico rivestito non è rimasta traccia, non avendo mai Mancuso prodotto alcuna attività tangibile nell’interesse del territorio dei Nebrodi.

Ma ciò che non può essere sottaciuto all’opinione pubblica è che Mancuso, nel procedimento Camelot, ha riportato diverse pronunce di non doversi procedere per intervenuta prescrizione, in relazione a diversi reati fine dell’associazione a delinquere. In particolare Mancuso, nella sentenza sullo stralcio del processo, la n. 895/2021 depositata il 20.12.2021, è stato prescritto e non assolto, per il capo A) di Camelot, dal reato di concussione e induzione indebita (317 e 319 quater c.p.); per il I), dal reato di falso ideologico del pubblico ufficiale in atti pubblici in concorso (479 c.p. e 110 c.p.); per il capo M), dal reato di falso ideologico del pubblico ufficiale in atti pubblici, in concorso e con la continuazione (479 c.p., 110 c.p., e 81 c.p.); per il capo N), dal reato di tentativo di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, in concorso (art. 56 c.p., 110 c.p. e 640 bis c.p).

Quindi, occorre ben tenerlo in mente, nell’operazione Camelot Mancuso non è stato assolto ma solo prescritto.

Ma ancor maggiore preoccupazione desta quello che abbiamo letto nelle trascrizioni dell’ultima udienza, nella parte che riguarda le conclusioni del Pubblico Ministero dott. Alessandro Lia, che pesano come un macigno sull’attuale Amministrazione e sul Sindaco Mancuso, a prescindere poi dalla rilevanza penale delle condotte e dalle sanzioni riportate, atteso che anche la condanna a 4 anni di reclusione dell’ing. Contiguglia è destinata alla prescrizione e, quindi, ciò che resterà di questa sentenza sarà il fatto storico accertato dell’associazione a delinquere e delle prescrizioni avute da Mancuso e le refluenze sul piano disciplinare per il dipendente e sul piano politico per il Sindaco Mancuso.

Il Pubblico Ministero del Tribunale di Patti ha concluso la sua requisitoria chiedendo la condanna per Mancuso a 3 anni di reclusione per associazione a delinquere, richiamando a sostegno di tale richiesta una serie di gravi responsabilità di Mancuso, che, a dire del pubblico ministero, confermano la sua partecipazione all’associazione a delinquere anche con il fatto di avere reintegrato il Contiguglia ai vertici del Comune di Sant’Agata, fornendo così uno spaccato non certo tranquillizzante di come a S.Agata viene gestita, ancora oggi, la “Cosa Pubblica”.

Il P.M. dott. Alessandro Lia, afferma testualmente nella sua requisitoria che “nella struttura dell’Ufficio Tecnico di Sant’Agata spiccava la figura direttiva dell’Ingegnere Contiguglia …….  peccato che le sue capacità sono state utilizzate in maniera distorta ….. per arrivare sostanzialmente ad attingere a somme che in realtà non spettavano, a creare una serie di persone fedeli che venivano poi remunerate e da questo punto di vista era un contesto ben presente e ben noto al primo cittadino, al Sindaco Mancuso, che si giovava di tale abilità da parte dell’Ingegnere Contiguglia, atteso che sicuramente la capacità di attingere, di progettazione e di realizzazione delle opere pubbliche era sicuramente un enorme vantaggio ed un’enorme resa in termini di visibilità e di riuscita, chiamiamola politica, da parte del primo cittadino che ben era consapevole tuttavia del meccanismo illecito che veniva utilizzato da parte degli addetti all’Ufficio tecnico ……. Torno al discorso del contesto associativo Presidente. Un contesto associativo che ha avuto di fatto la sua prosecuzione ……. Ed è paradossalmente, mi verrebbe da dire che è un reato quasi permanente, nel senso, spiego questa mia considerazione, permanente anche in data odierna. Perché io mi sono domandato anche sulla consapevolezza da parte di tutti e sulla consapevolezza della natura criminosa di questa attività svolta da tutti questi addetti all’Ufficio tecnico, da questi professionisti ….  Anche da parte, dicevo da parte del Sindaco Mancuso. E allora che cosa mi viene da pensare? Cioè, ragioniamo per assurdo, il Sindaco Mancuso non conosceva quello che stavano facendo, si giovava delle capacità . . . dell’Ingegnere Contiguglia ….. ma comunque diciamo che addentro alle questioni non si sia mai addentrato, . . . abbia fatto finta di non voler conoscere nulla. Ma, dopo che è successa tutta questa attività, dopo che sono state fatte le misure cautelari, dopo che tutto quanto è stato messo a disposizione di tutti, quindi è tutto noto, e ritengo che sia noto anche con certezza all’odierno imputato Bruno Mancuso, ma oggi sono tutti lì. Cioè, io dico io primo cittadino che so che il mio dirigente dell’area strategie l’Ingegnere Contiguglia ha fatto quello che ha fatto, come emerso e accertato in questo processo, ma posso tenerlo lì? Posso accettare che stia a svolgere quelle attività? Continuare a dargli una grande fiducia e a mantenere tutti? Sono tutti lì, tranne chi è andato in pensione. ……. Io più volte ho fatto anche domande chi è l’attuale Sindaco? L’Ingegnere Contiguglia dove lavora, dove lavorano, sono tutti lì. Ora questa circostanza, secondo me, illumina, illumina anche la valutazione della coscienza, della consapevolezza dell’allora Sindaco Mancuso del fatto che quel contesto era volutamente orientato alla commissione di una serie aperta di reati di falso, di turbativa d’asta, di abuso d’ufficio. E comunque funzionali anche ad un’utilità che è chiaro c’è un risvolto anche nel momento in cui tu realizzi un’opera pubblica anche per la cittadinanza, però la diretta gestione in privato, chiamiamola, per fini privatistici, in qualche misura di fare favori, di poter scegliere chi sì, chi no in maniera del tutto. . . nonostante la Legge stabilisca dei criteri. Cioè utilizzare artatamente questi strumenti secondo me è la comprova di un piano criminoso, condiviso e attuato da tutti, che poi è quello che porta utilità al Sindaco in termini di consenso elettorale, in termini di approvazione, in termini di capacità anche di dare incarichi a persone di fiducia”.

All’indomani dell’assoluzione per l’associazione a delinquere, in un comunicato, dai toni trionfalistici, Mancuso si spinge ad affermare “La sentenza conferma che la mia condotta di amministratore limpida e trasparente”, quando in realtà la sentenza, accertando l’esistenza al Comune di S.Agata, nel corso del secondo mandato del Sindaco Mancuso, di un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di diversi reati e concludendo il giudizio con una pesante condanna, nei confronti dell’ing. Giuseppe Contiguglia, a 4 anni di reclusione ed interdizione dai pubblici uffici, mette in evidenza una situazione ben diversa e tutt’altro che “limpida e trasparente”.

E, dopo la lettura delle motivazioni della sentenza e della requisitoria del Pubblico Ministero, un partito politico, quale il Partito Democratico, sempre attento ai valori della legalità, della trasparenza amministrativa, della tutela dell’interesse pubblico, dei cittadini e dei lavoratori,  non può esimersi dal manifestare le proprie preoccupazioni per il fatto che il Comune di Sant’Agata Militello, in un momento storico così delicato per l’emergenza Covid e la Guerra in corso, continui ad essere governato dal Sindaco Mancuso e secondo quando afferma il Pubblico Ministero, attraverso un sistema di potere, ancora in atto, che potrebbe integrare un’associazione a delinquere finalizzata a commettere una serie indiscriminata di reati per l’acquisizione di visibilità e consenso politico.

I procedimenti amministrativi in corso, delicati e fondamentali per il futuro di Sant’Agata, quali il Piano di Riequilibrio che rischia di portare al dissesto finanziario del Comune, la privatizzazione del cimitero, il Piano Regolatore Generale, il regolamento per la cessione di cubatura, il progetto dell’Asse Viario e, soprattutto, il Porto di Sant’Agata, non possono continuare ad essere “Gestiti” dall’Amministrazione Mancuso, per cui, sentiamo il dovere politico di chiedere pubblicamente le dimissioni del Sindaco Mancuso, per le gravi responsabilità morali e politiche emerse dal processo e dalla sentenza dell’operazione Camelot.

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